L’ho fatto. Ho letto un ebook, anzi due. Ma poi…

Non lo faró mai, non leggerò mai un libro con il kindle, l’iPad o qualsivoglia supporo tecnologico mai e poi mai, vuoi mettere il fascino della carta? Il tatto, il profumo e via discorrendo. Poi un giorno, come da una ventina d’anni a questa parte, mi sono smentita da sola (stesso dicasi per “non andró mai a vivere a Milano” e una serie di questioni personali che non sto qui a dirvi).
È successo con la scusa del lavoro, ovviamente. La mia prima volta è stato per colpa di monsieur Dukan, di cui la velenosa ma troppo divertente Guia Soncini ha scritto un istant ebook per raccontare una sua esilarante esperienza nel magico mondo delle dukaniane. Libro, a me riesce difficile chiamarlo sempre ebook, auto prodotto, auto editato dal tiolo ‘Come salvarsi il girovita’.
E si, perchè da quando Apple, Amazon e simili hanno creato la piattaforma per vendere questa nuova frontiera della parola scritta ci si puó anche auto pubblicare un libro. Per sapere come leggete qui: semplici-regole-per-pubblicare-un-ebook-su-amazon. Insomma così persi la mia verginità e-letteraria. Del resto, un recente studio, dice che il mercato è in una fase dirompente e che un americano su 5 ha scaricato almeno una volta un ebook ed è di pochi giorni fa la notizia che Microsoft ha stretto un’intesa che coinvolge Barnes&Noble, catena a stelle e strisce attiva nella distribuzione di libri e genitrice del lettore Nook.

Farlo comunque non è stato cosí traumatico, ho letto, fatto le orecchie, letto avanti e indietro, insomma fatto tutto. Ma quello era per lavoro…poi un giorno sul mio luogo di lettura per eccellenza, il Frecciarossa Milano – Napoli, mi sono ritrovata senza libro di carta e con una voglia incontrollata di cominciarne uno. Detto fatto e pochi minuti dopo sul mio iPpad compare l’ultimo romanzo di Patricia Cornwell, scelta necessaria per sentirmi giustificata secondo il pensiero ‘tanto è un libraccio di serie b e non mi sento in colpa di averlo scaricato e non comprato in libreria’. Risultato perfetto, pagine lette una dopo l’altra senza dovermi portare dietro l’inutile peso di un inutile libro. Ormai sento di aver saltato il fosso ma da quel giorno ho comprato libri di carta a iosa e non l’ho più fatto. Mi domando se Cime Tempestose mi avrebbe fatto lo stesso effetto.
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