Consigli per gli acquisti? Sempre più social!

Se anche voi come me appartenete alla generazione che dopo Carosello andava a nanna,  avreste mai immaginato che per scegliere i pannolini per bambini oggi non bastano più i saggi consigli di Pippo, il mitico ippopotamo blu testimonial Lines?

Ebbene si! I risultati della Ricerca “La pubblicità che non si vede” condotta dalla School of Management del Politecnico di Milano, in collaborazione con Mimesi (società del gruppo Reed Business Information) ci dicono che “almeno otto milioni di utenti internet modificano le loro scelte d’acquisto in base alle informazioni recuperate attraverso i social network e che quindici milioni di utenti web si fidano pienamente dei commenti di altri utenti su prodotti e servizi pubblicati su blog e forum”.

Che l’Opinione Pubblica si forma e si alimenta sul web nella condivisione dei contenuti e nelle discussioni tra gli utenti  è ormai un dato di fatto e che le mamme (e anche qualche papà) di oggi per andare sul sicuro quando devono comprare alimenti o accessori per bambini cercano in rete  i commenti di altri consumatori che già hanno provato proprio quel prodotto ci conferma la forza del fenomeno del “mommy blogging” di cui abbiamo già parlato nel post “Mamme sempre più social” (mamme social)

E tutto questo, proprio grazie all’evoluzione del consumatore e al potere della rete, dove l’utente oggi condivide anche le proprie esperienze positive, andando oltre al passaparola degli anni scorsi dove si tendeva a raccontare soprattutto le esperienze negative.

La Ricerca del Politecnico di Milano ha fotografato le abitudini di acquisto degli italiani interpellando 1.184 persone tra i 18 e i 65 anni, analizzando la frequenza di utilizzo di blog, forum, social network, siti web delle aziende e media tradizionali (stampa, radio e tv) per la raccolta di informazioni nei processi decisionali di acquisto. Ha poi esaminato la fase del processo in cui avviene l’utilizzo dei diversi media, l’influenza che esercita l’informazione reperita, quale grado di fiducia e attendibilità i consumatori attribuiscono a queste informazioni e l’attitudine all’utilizzo futuro dei media. Tutto ciò riferito a 4 categorie merceologiche: alimenti e accessori per l’infanzia, alimenti salutistici, servizi bancari, apparecchiature mobile (cellulari, smartphone e tablet).

Il consumatore particolarmente attento, non sostituisce i media tradizionali con i social media, ma utilizza i diversi canali informativi, con approcci diversi, durante tutto il processo decisionale di acquisto.

Il dato significativo è proprio quello che non solo l’utilizzo di social network, blog e internet ha raggiunto una diffusione paragonabile a quella dei media tradizionali ma che la capacità dei social media di modificare, fino a cambiare completamente, l’opinione degli utenti su prodotti e servizi già noti è generalmente la più alta tra i media oggetto dell’indagine.

Circa dodici milioni di italiani, infatti, si fidano delle informazioni che trovano sui social media e quasi dieci milioni cercano in rete l’opinione di altri consumatori che hanno già provato prodotti e servizi pubblicizzati attraverso i media tradizionali, delineando uno scenario in cui i new media (definiti dagli intervistati più onesti e indipendenti) supereranno i media tradizionali come canale informativo autorevole nelle decisioni di acquisto.

Ecco il link con la sintesi dei risultati della Ricerca la pubblicità che non si vede

Eidos Tweet: meditate aziende, meditate!