Benvenuta Arianna

Di Arianna Huffington fino a ieri sera sapevo che era la fondatrice dell’Huffington Post, il primo sito news negli Stati Uniti. Una donna di successo che aveva saputo sfruttare la rete meglio di altri e con cui aveva guadagnato un sacco di soldi vendendo poi la sua creatura ad AOL per oltre 300 milioni di dollari.

Ieri sera quando alla presentazione dell’Huffington Post Italia diretto da Lucia Annunziata l’ho sentita parlare ho capito che di questa donna dovevo saperne di più. Vedere una folla abituata ad assistere alla presentazione di questa o quella testate, più o meno nuova, o più o meno rinnovata, come capita spesso a Milano, solo pensando “quanto durerà?” “come faremo a venderne la pubblicità?” è stato entusiasmante. A 62 anni, dimostrandone 10 di meno, Arianna parla della rete come noi parliamo della pasta, in maniera semplice a volte disarmante; “la cosa più importante per me è portare i lettori nella conversazione”. La signora Huffington è anche simpatica “sapete qual’è la sezione più commentata nel sito USA ? quella sui divorzi, del resto i matrimoni cambiano, vanno e vengono, il divorzio è per sempre”. E come fa a non esserti simpatica una così? Una donna che non professa a chiacchiere la parità dei sessi ma la agisce da donna intelligente, come quando ha detto del co fondatore dell’Huffington post che è un bell’uomo e molto elegante, un commento di solito riservato alle donne. Arianna sembra una di noi per la sua disarmante capacità di coinvolgere, ma la sua storia personale ha alcuni passaggi piuttosto vivaci e fortunati. Nata Stassinopoulos, figlia del proprietario greco di un piccolo quotidiano si trasferisce a Londra dove conosce un sacco di gente, e si innamora del critico letterario Bernard Levin da cui si separa dopo sette anni e si trasferisce a New York. Qui  diventa una protagonista della scena sociale dell’Upper East Side festaiolo. Tre anni dopo sposa l’ereditiere del petrolio e del gas texano Michael Huffington. Il matrimonio finisce nel 1997  lasciando Arianna con una casa in un lussuoso quartiere di Los Angeles che condivide con sua sorella e due figlie, e con la solida reputazione di una donna di opinioni originali su stili di vita alternativi e sani (è fanatica del sonno), stimolate dal suo rapporto con un tal John-Roger, leader del culto “Movimento per la consapevolezza spirituale interiore”.  Si candida a governatore. Prende meno dell’1% dei voti. Torna a scrivere libri e apre un blog, da lì la sua storia e  i sui incontri la portano a realizzare la sua creatura dando voce a miglia di persone che con i loro blog danno vita ad un nuovo modo di fare informazione sulla rete. In Italia l’Huffington Post, sostenuto dal Gruppo editoriale l’Espresso, parte con una piccola redazione a Roma e 200 blogger (destinati a crescere) presi da ogni parte della realtà politica, economica, culturale e sociale. Ieri sera di fianco all’Annunziata, emozionata dal fatto che la sua firma dopo 40 anni lascia la materialità della carta, c’era Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano Cucchi ucciso in carcere da una cattiva gestione del potere, che rivendica attraverso la sua storia la capacità del web di sostenere i diritti individuali delle persone. Il primo giorno con un milione di pagine viste, un intervista molto discussa a Silvio Berlusconi e 300 mila accessi è partito bene. Adesso vediamo se riuscirà anche ad esportare, attrarverso il network delle diverse edizioni di Huffington post una visione migliore dell’Italia nel mondo come auspicato da Arianna. Ah l’app italiana non è ancora disponibile ma Arianna ha promesso una app dal nome “GPS per l’Anima” per rimanere sempre in contatto con se stessi ed essere meno stressati, come lei. Io ci conto.

Eidostweet: ogni nuovo mezzo d’informazione è una buona notizia.