Tutorial: il virus che infetta

Oggi al Bar Apocalyptic di Eidos, Francesca Melli, brand consultant, ci raccontala sua smpatica mania per i Tutorial!

Se fossi un alieno, non mi prenderei il disturbo di rapire un terrestre per studiare usi e costumi degli umani. Mi basterebbe una buona connessione a internet (e vuoi che gli alieni non ce l’abbiano con tutte quelle antennine verdi che portano in testa?!).
Comodamente seduto nella mia astronave cromata, potrei guardarmi i tutorial che quotidianamente vengono messi online e che ci insegnano a fare i tortelli di carnevale, a pulire la vasca da bagno, a costruire una bomba o a truccarci per la serata degli Oscar.
Fino a poco tempo fa, pensavo che il fenomeno dei tutorial riguardasse solo una piccola fetta di popolazione affetta da ossessioni compulsive, insomma gente un po’ picchiatella che si impossessava di un argomento, specie se non vitale, e lo analizzava a fondo, ma così a fondo da renderlo scientifico. Invece, la mania dei tutorial riguarda tutti, ma proprio tutti.

MAKE UP
Poniamo che i magazine di moda decretino che lo smalto della P/E 2013 sia rosa e propongano 4 o 5 nuance alternative, dal “petalo di ciliegio” al “tramonto di Vientiane”. Trattasi di un’informazione che il cervello di una persona normale può registrare oppure no, per le ragazze che si occupano di bellezza con blog propri, invece, è un dato essenziale, una sfida a verificarne la veridicità. Come? Se sono famose, si fanno mandare tutte le sfumature di rosa e… le PROVANO! Se sono alle prime armi, se le comprano, se le fanno prestare o le barattano con altre blogger. Non è finita qui: con video più o meno professionali, ti spiegano per filo e per segno la loro opinione sui suddetti smalti, danno un punteggio al colore e ti categorizzano sugli abbinamenti con: fondotinta, rossetto, blush, colpi di sole e scarpe. “Non mi mettete il rosa ‘Alba sul Fiume delle Perle” con le Jimmy Choo, per carità, stanno malissimo!’

smalto-rosa-unghie

PULIZIA
Esistono 2000 marche di detersivo, ce ne sarà una che va bene anche per te, no? No. Il detersivo si fa in casa e ti faccio vedere come, passo passo. E via di tutorial che sembra il piccolo chimico: aggiungi questo, mescola con quello, agita, fai cuocere… Risultato: la cucina sembra sopravvissuta all’esplosione di una pentola a pressione, l’aspetto del detersivo DIY sconsiglia di utilizzarlo per lavare capi che non siano per lo meno di amianto o maglia di ferro, ma il protagonista del tutorial vi sorriderà felice fino all’ultimo fotogramma, ti ha fatto risparmiare!
det-bio

ARREDAMENTO
Quanto me ne può fregare di sapere come ha arredato casa sua una tizia di Ancona che neanche conosco? Zero, ma a lei non importa perché con un bel tutorial mi spiega per filo e per segno come si è fabbricata le tende, gli scendiletto, il mobile porta TV e gli armadietti della cucina. Blatera beata e mostra chiodi, colla, materiali di recupero che, se quando li ha trovati stavano nel bidone della spazzatura, una ragione c’era. È impossibile smettere di guardarla perché nella sua follia c’è un metodo e, prima che tu te ne accorga, stai programmando una gita da Leroy Merlin per comprare un trapano, una smerigliatrice e sei chili di viti autofilettanti.
images

CUCINA
Vorrei preparare la focaccia al formaggio genovese, che cosa faccio? Cerco la ricetta e mi imbatto in un sacco di tutorial. Sì, perché non basta più scrivere  “disporre la farina a fontana”, no, ti devo far vedere esattamente come si fa e, già che ci sono, ti racconto che mia zia Esterina, zia per parte di padre anche se poi aveva sposato un suo cugino di terzo grado, era famosa per la sua fugassa. Bisogna aggiungere un bicchiere d’acqua? Altolà! Ti faccio vedere prima il bicchiere, poi il rubinetto dell’acqua e già che ci sono ti dico che le piastrelle della cucina che vedi sullo sfondo le ho comprate ad Albissola a una svendita, che se poi ti interessa, ti dò l’indirizzo del magazzino. Dopo 13 minuti non abbiamo ancora iniziato a impastare, ma sappiamo tutto delle vacanze del demente che ci sta tenendo in ostaggio con il suo tutorial.

attachment

Grazie di essere passata al Bar e aver scritto per noi a Francesca Melli, ideatrice di Brand Angel, si prende cura delle marche perché trovino la voce giusta per far breccia nel cuore del loro target. È curiosa di ogni parola scritta, mezzo di comunicazione e manifestazione visiva, sonora, fisica o digitale, in cui si imbatte. http://www.brandangel.it  Twitter @francescamelli

Annunci