Crisi economica? …mai pensato di aprire un nido famiglia?

Il periodo si sa, è gramo. Lavoro ce n’è poco, in alcuni settori quasi per nulla. La situazione delle donne, poi, il più delle volte è persino peggio di quella degli uomini. Quelle che, anche in questo periodo difficile, riescono a tenersi stretto il proprio lavoro, devono poi fare i conti con la gestione della famiglia (specie con figli appena nati) dal momento che, purtroppo, l’Italia da questo punto di vista (…) è indietro anni luce rispetto ad altri Paesi europei.

E allora…per le donne-mamme, ma anche semplicemente per le donne-pazienti, amanti dei bambini, disposte ad avventurarsi nel meraviglioso mondo del lavoro fai-da-te, a costruirsi una ‘carriera’ in proprio mettendo da parte qualche soldo, magari conciliando il lavoro con gli impegni familiari, la soluzione è il Nido Famiglia!

asilo-nido-famigliaAprire un Nido Famiglia è più semplice di quanto possa sembrare. Per avviarlo servono tre ‘ingredienti’… pochi ma indispensabili:

  1. un’abitazione (in affitto o di proprietà) in sicurezza
  2. tanta pazienza
  3. passione (…o almeno sopportazione) per il mondo dell’infanzia!

Sembra strano, ma davvero non serve altro. Dimenticate l’incubo della burocrazia che in genere si accompagna all’avvio di nuove attività, specie se si tratta di esercizi pubblici. Il nido famiglia è considerato una “attività di tipo familiare” e per questo non deve rispondere ai criteri, il più delle volte assurdi, che solitamente vengono richiesti in altri ambiti.

Non serve un titolo specifico di studio, non servono case di dimensioni enormi, non serve stravolgere la propria abitazione, basta semplicemente adattarla con piccoli, anzi piccolissimi, accorgimenti che il più delle volte vengono comunque messi in pratica alla nascita del proprio figlio.

Sarà sufficiente, quindi, adibire una zona al riposo dei piccoli (che hanno un’età compresa tra gli 0 e i 3 anni), avere a disposizione un fasciatoio (oltre a vasini e ciò che occorre per la loro pulizia) e, infine, attrezzare un’ultima zona al gioco e al pasto: un angolo ‘morbido’ in cui possano intrattenersi (ad esempio un tappeto) e un tavolino in cui possano mangiare.

Trattandosi di un’attività ‘educativa’, il programma alimentare, come quello dell’accudimento dei bimbi, va condiviso con le famiglie…ma niente paura, ci sono associazioni che aiutano in questo, come anche negli altri aspetti elencati sopra.

Una tra tutte è la Zerosei Planet www.zeroseiplanet.com che organizza corsi di formazione (ma bastano davvero poche ore!) per preparare le future educatrici all’organizzazione della propria attività e supportano poi le donne in tutto il loro percorso.

Il numero di piccoli ospiti che una sola educatrice può accudire in casa è, per la Lombardia, di massimo 5 bambini per volta (in Emilia Romagna sale invece a 7), ma il nido famiglia, soluzione estremamente più flessibile per i genitori rispetto ai normali nidi, consente di organizzare anche gruppi differenti per la mattina o il pomeriggio. Con un notevole risparmio dei costi, per le famiglie, e aumento delle entrate, per le neo ‘imprentrici’.

Quindi, ricapitolando:

  • non servono investimenti iniziali
  • non occorre stravolgere la propria abitazione per adattare gli ambienti
  • le spese ordinarie di una famiglia vengono ottimizzate (non aumentano, quindi, i consumi!)

Dimenticavo…i ricavi! Facendo un breve calcolo, ipotizzando una tariffa media di 350 euro a bambino per metà giornata (i nidi privati hanno costi molto più alti!) e togliendo le spese varie ed eventuali, la redditività del servizio può arrivare fino a 1400 euro mese nette/mese. Non si diventa ricchi, ma è pur sempre un ottimo contributo familiare!

…donne senza lavoro o con un futuro incerto, perché non provate a valutare questa opportunità?

Eidos Tweet: osservare ciò che accade intorno a noi può dare spazio a idee e soluzioni anche redditizie!

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