Il tubo più famoso al momento diventa a pagamento!

Schermata 05-2456427 alle 10.51.39Ha inaugurato il web 2.0, rivoluzionando il modo di fruire contenuti video, introducendo la possibilità di creare, condividere e diffondere immagini in movimento..il tutto in modo completamente gratuito! Sto parlando di Youtube, la piattaforma di proprietà di Google, il terzo sito più visitato al mondo dopo Facebook e Google appunto. Ora sembra che da “completamente gratuito” ci si stia spostando verso il “parzialmente a pagamento”. Ebbene si! Nulla si crea, nulla si distrugge…ma tutto si trasforma! E’ di poche ore fa la notizia che il tubo più famoso al mondo ha aperto dei canali a pagamento. Sul Blog Ufficiale di Youtube, viene spiegato questo primo progetto pilota, per il momento attivo solo territorio statunitense : 54 canali (ecco l’elenco completo http://youtube-global.blogspot.it/) fruibili sottoscrivendo un’abbonamento mensile  di 0.99 cent che consentirà agli utenti di vedere i suddetti canali su tutti i loro device (basta loggarsi con i propri nome utente e password), ovviamente senza pubblicità. Per chi poi è intenzionato ad abbonarsi tutto l’anno sarà previsto uno sconto. Sono inoltre garantiti i  14 giorni di prova gratuita nei quali è possibile guardare il canale prescelto senza pagare. YouTube non dimentica quindi  che la prima cosa è essere visti e la seconda è fare denaro.

Gli introiti andranno in parte ai proprietari dei canali e in parte resteranno a Youtube. Per avere un’idea dei possibili introiti pensate che il pubblico di Youtube è composto da circa un miliardo di utenti, che guardano 6 miliardi di ore di video ogni mese (dati da Wired.it)

Una novità molto attesa, sostanzialmente in linea con la tendenza emersa negli ultimi anni: una modalità che ricorda per il modo quanto fatto di recente da Spotify e che porta Youtube ad assomigliare, ad una specie di tv via cavo o pay-per-view. Una rivoluzione importante che si pensa arriverà anche Italia (non si sa al momento ancora ne come ne quando). Quali conseguenze avrà questa innovazione? Si creerà un pubblico di serie A e uno di serie B? Gli introiti per i gestori dei canali porteranno al miglioramento della qualità dei contenuti? Come reagiranno i “nuovi competitor” del comparto televisivo? Staremo a vedere! Intanto, come afferma Gabriele Niola di Punto Informatico.”il reame dei gattini” non verrà toccato…Lol!

Eidostweet: con l’arrivo dell’abbonamento di Youtube, la vita sembra sempre più una catena di abbonamenti…prima o poi arriverà anche il momento di abbonarsi per poterla vivere?

Credits immagine : Youtube.com

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