Le obiezioni del maschio ai tempi di Real Time

Oggi al Bar Apocalyptic di Eidos Guido Lissoni, producer televisivo, che commenta per noi la programmazione del canale Real Time.

Il presidente della Camera dei Deputati, l’Adci: tutti contro il corpo della donna nella pubblicità. E io, perfettamente d’accordo, sono però convinto che il problema sia posto male e in modo partigiano. Sento il dovere di dire la mia: vorrei sfatare due miti e dare il mio contributo alla riflessione. Per prima cosa direi che non solo il corpo della donna è oggetto di mercificazione: ci sono un gran numero di prodotti pubblicitari in cui è l’uomo a fare da nudo soprammobile. Un esempio a caso tra i tanti: http://www.osey.it/advertising-scarpe-osey/advertising_osey.html alla sezione spring-summer 2012. L’uomo diventa “accessorio per signora”.
In seconda istanza prima della mercificazione del corpo esistono dei luoghi comuni molto più profondi e radicati sul sessismo, a cui spesso anche il pubblico femminile si adegua accettando senza usare lo stesso clamore, che a mio avviso sono ben più preoccupanti. Utilizzerò un esempio televisivo, cosa in cui mi sento più preparato.

Digito 31 sul digitale terrestre, canale tematico Real Time e mi faccio un paio di domande partendo dalla mission del canale: “Real Time è il canale dedicato all’intrattenimento femminile che mette al centro della propria programmazione la vita reale delle donne, attraverso storie ed esperienze vere e combinando evasione e informazione, racconto e suggerimenti pratici” (cit. http://www.realtimetv.it/web/info).
Real Time ha dei programmi molto piacevoli, tutorial leggeri, docu-reality che occhieggiano alle debolezze dell’essere umano con un fine – voglio sperarlo – psico/educational. Non posso non scrivere due righe, però, su due nuove creature del canale che ben si sposano con il tema di questo post e mi rifiuto di pensare il racconto della vita reale delle donne passi da programmi così.

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Parto da “L’eleganza del maschio” nuovo programma in cui l’ormai famoso Enzo Miccio insegna ai maschietti come ci si veste, ci si comporta e si diventa eleganti. Ogni giorno il povero maschio viene ascritto a una categoria umana: oggi è stato insegnato a un “Homo Egocentricus”, tamarro ed esuberante, ad utilizzare le calze colorate, i papillon e le pochette da taschino; a seguire il medesimo maschio viene istruito su come stare seduto composto su una sedia. Tutto questo condito da un linguaggio e un testo che sottintendevano la totale inadeguatezza del maschio medio alle buone maniere e a una vita sociale accettabile.

Spazio pubblicitario e si passa a “Welcome style”. Il claim del programma è già un’affermazione profondamente sessista: “Una casa impeccabile ha bisogno di una padronA di casa impeccabile”
Lo stereotipo anni 50 della donna che bada alla casa e le regala un’impronta chic è una roba che speravo dimenticata negli stereotipi del secolo scorso.
Il top lo tocchiamo nei consigli per la pulizia della casa. La povera Paola Marella, tanto piacevole quando si tratta di vendere e cercare case, qui assurge al ruolo di consigliera del pulito. Lo fa goffamente costretta a usare un paio di guanti di gomma nera, ornati da fiocchetti rosa e associati a un anello con lavorazione a strass: perché la donna deve essere elegante anche quando fa le pulizie.
Ah, ci sono anche due uomini nel programma e fanno i tuttofare. La donna moderna non può dimenticare che l’uomo in fondo è troglodita, ma utile e può essere messo al servizio della donna elegante.

Mi permetto una battuta facendo outing: sono maschio, me la cavo da solo, so abbinare le camicie ai pantaloni, casa mia non ha le croste sulle pareti e non userei i guanti della Marella se non per compiere un efferato spargimento di sangue.

Le mie conclusioni al di là delle batutte.
A Real Time, che in molte e molti amiamo, dico bonariamente che no, così non sei affatto “La Top” (chi la capisce la apprezza).
Alla mia e alla vostra attenzione porto invece la riflessione, partendo da piccoli spunti se volete banali, su come le pieghe e gli stereotipi del sessismo siano nascosti dove meno te lo aspetti, al di là del nudo e della donna  oggetto. C’è un linguaggio – seppur scanzonato ed ironico – che veicola esattamente la stessa visione del maschio e della donna e di cui nessuno si indigna mai.

Alla donne, invece, rammento che anche il maschio alle volte è offeso, con buona pace del femminismo e delle sue giuste, giustissime battaglie.

Grazie di essere passato al Bar e aver scritto per noi a Guido Lissoni, producer televisivo in costruzione. Assistente ai programmi per la Rai. Quando è ispirato scrive, nel frattempo ascolta musica e si tiene informato sulla cultura pop e il mondo della tivvù. Twitter @nothinggetsbyme

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