Sempre connessi? Mai soli? Attenti invece alla Tecnosolitudine!

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Chat, post e messaggi sui social network, whatsapp… I modi e i canali per comunicare si moltiplicano e si evolvono. Mail e sms sembrano quasi preistoria.

Eppure proprio oggi che la parola d’ordine è condivisione, si sta diffondendo sempre di più il fenomeno della Tecnosolitudine.

Se ci sentiamo in overdose tecnologica e digitale, spegnamo tutto e inventiamoci una storia sulla Tecnosolitudine che faccia ridere, piangere, emozionare o riflettere. A trasformare il nostro racconto in un corto animato ci pensa BigRock, la scuola trevigiana dedicata alle nuove tecnologie. Sessanta artisti, ragazzi tra i 18 e i 23 anni, iscritti al master di computer grafica di BigRock, aspettano le nostre storie per disegnarle. Una sceneggiatura di due minuti, da inviare entro e non oltre il 25 dicembre, iscrivendosi e pubblicando qui la propria tecnostoria.

Si sceglie il genere tra i 18 proposti – dall’avventura, al fantasy, horror, storico, romantico, thriller, solo per citarne alcuni –  si trova titolo e sottotitolo e poi via libera alla fantasia. Si condivide il tutto sui social network (ovvio!!) e la storia prescelta e più votata prende letteralmente vita e, oltre che su Repubblica.it, il 27 febbraio sarà proiettata al cinema.

Prima dei film, come tutti i corti che si rispettino, potremmo vedere i nostri due minuti in 3D, come un vero cartone animato!

Chi vince sarà intervistato da Repubblica.it, invitato al BigRedCarpet il 27 febbraio, con posto d’onore in prima fila e potrà seguire tutte le fasi di realizzazione, sia da casa con continui aggiornamenti, che direttamente dalla scuola di BigRock per tutta la durata delle 6 settimane di lavorazione.

Smartphone e tablet sono diventati quasi un’estensione delle nostre mani.  Telefoniamo guardandoci, camminiamo digitando sms, fotografiamo attimi e filmiamo ricordi prima ancora di viverli. Forme di autismo digitale ci rendono asociali anche nei momenti di socialità. Chiacchieriamo scorrendo immagini e post. Commentiamo tutto con sconosciuti virtuali. Ci raccontiamo attraverso un account e dita a dire “mi piace” Contiamo moltitudini di amici mai visti. Interrompiamo rapporti congelando o cancellando nomi. Accettiamo richieste di amicizie fantasma…

Gli spunti per le storie sono tanti. Basta guardarsi intorno. In due minuti possono succedere molte cose.

Le regole da seguire nella stesura della sceneggiatura sono poche, ma utili e ferree.

– non dovranno esserci personaggi umani o animali “reali”: vanno bene robot, oggetti di qualsiasi tipo, giocattoli, oggetti di uso comune, alieni, personaggi dalle sembianze umane ma non realistici. Pixar docet!

– la storia dovrà avere un numero di ambienti ridotti, una strada, un campo, sulla luna…

– nessun dialogo tra i personaggi ma situazioni divertenti ed emozionanti, della durata di due minuti
– solo animazione o misto girato,  con ambienti che possono ripresi anche dal “mondo reale”.

Per rendere più comprensibile la sceneggiatura si possono anche anche inviare immagini, foto, schizzi di personaggi o storyboard fatti in casa. Non importa saper disegnare, a quello ci pensano i ragazzi della BigRock School.

Eidos Tweet: per combattere la Tecnosolitudine è stato “scoperto un nuovo modo di chattare in viva voce e vedersi in 3D. Lo chiamano prendere un caffè con qualcuno” 

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