Social Eating: cucine clandestine e salotti che diventano teatro


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Food, food e ancora food! Per molti un’autentica passione, trasformata in questi ultimi anni in un vero e proprio fenomeno sociale, alimentato da sfide ai fornelli tra chef, aspiranti chef di tutte le età, o semplici appassionati, che si esibiscono a suon di mestoli dal vivo, in tv, in rete e sui social media.

Tutti, ma veramente tutti, parlano di cucina. E visto che tutti, praticamente tutti, abbiamo una cucina perché non aprirla per condividere eventi mangerecci e non solo?

E così dopo il car sharing, lo swapping, il couchsurfing, oltre all’auto, al divano e ad oggetti non più utilizzati, anche la cucina diventa luogo di scambio e di socializzazione. Ma la tavola è da sempre il simbolo della convivialità. Dove è la novità?

E’ proprio nel concetto di Social Eating, cene social dal dna digitale che nascono in rete, da siti e pagine facebook, e diventano più che mai reali a casa di chi le organizza.

Vere e proprie cucine “clandestine”, nate nei primi anni duemila in Olanda, Danimarca, Gran Bretagna e Francia, denominate anche supper club, pop-up kitchen, guerrilla restaurant,  le cucine aperte del social eating offrono ai partecipanti pranzi, cene, brunch, colazioni o aperitivi con prenotazione/iscrizione on line e un contributo economico, di sicuro inferiore al conto di un ristorante oppure ad una poltrona a teatro, utile però a coprire le spese e a garantire un piccolo guadagno a chi ospita e organizza.

Ogni evento ha un menù, un programma, la presentazione di artisti, scrittori o personaggi che interverranno e un numero massimo di partecipanti, stabilito da chi organizza e ospita la serata, anche in base alle dimensioni della propria casa.

Non solo cene. Anche spettacoli teatrali, musicali, incontri a tema: oltre che social (e), un fenomeno economico alternativo che si inserisce nel sistema di sharing economy, funzionando in tutto e per tutto come uno scambio peer to peer tra privati.

GNAMMO47e3ca4f7ca5e7b137c7acc7be18599bOrganizzare o partecipare, oltre che divertente, è veramente semplice. Se l’obiettivo è un evento culinario casalingo, da quasi due anni c’è Gnammoil primo social network gastronomico che raccoglie intorno ad un tavolo chi ama cucinare e chi ama mangiare!

Ci si può iscrivere come cook ed organizzare un evento nella propria cucina oppure, se è troppo piccola, in cucine o altre sedi altrui (nella bella stagione va benissimo anche il parco…), o proporsi come gnammer, iscrivendosi e chiedendo di partecipare agli eventi.  Gli iscritti e le cucine clandestine di Gnammo sono sparpagliate in tutta Italia, anche se le città più gnammer sono Milano, Roma o Torino.

Restando a Milano, oltre alla cucina anche il salotto e addirittura l’indirizzo diventano clandestini, aggiungendo al menù anche un ingrediente culturale. Siamo a Homemade 54: una bella casa, in Viale Abruzzi 54, che due volte al mese diventa teatro di piacevolissime serate dove si incontrano artisti, cultura e buona tavola, in compagnia di 50 allegri sconosciuti che si ritrovano con i padroni di casa per conoscersi, bere, mangiare e godersi lo spettacolo.

homemade541470271_547026868700309_1332236737_nIl primo appuntamento, quasi casuale, a maggio, quando Mario de Nisi e Chiara Perugini hanno ospitato a casa loro un concerto di Piano City, manifestazione milanese che porta concerti di pianoforte in giro per la città, nei parchi e nelle case private. “ Alla fine del concerto abbiamo offerto una zuppa di ceci e vongole preparata da me “ – racconta in un’intervista Mario de Nisi – e visto il successo abbiamo capito che era il nostro format”. E così è nata Homemade 54, indirizzo clandestino che fa capo ad un’associazione enogastronomica, alla quale con ben 2 euro all’anno si diventa soci per poter partecipare agli eventi. Sedie in salotto, qualcuno sta in piedi, e dopo lo spettacolo si chiacchiera assaggiando le ricette di casa, accompagnate da un buon vino. Da novembre ad oggi sold out per tutte le serate.

Domani e venerdi il cartellone clandestino propone Pulp Reading, uno spettacolo di Leonardo Merlini e per il dopo teatro pulp-ette di ogni tipo e sapore. Dopo essersi iscritti come soci, ci si prenota via email e si aspetta la conferma della prenotazione. Si arriva alle 20, aperitivo fino alle 20.30, un’ora di spettacolo e piatto dopoteatro. Costo della serata venti euro.

Venerdì ho già il mio posto prenotato nel salotto di Homemade 54!

Eidos Tweet: il gusto di condividere le proprie passioni. Questo è il sapore del social eating che ci fa venire l’acquolina in bocca.

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