Prankvertising: unconventional ADV

Benvenuto Venerdì!

Sole a Milano, aria di primavera e weekend in avvicinamento! 😉

Siamo frizzanti e abbiamo tanta voglia di ridere.

Parliamo di prankvertising! Sapete di cosa si tratta?
Il prankvertising rientra nel genere pubblicitario; il termine, deriva dalla fusione delle parole prank (scherzo) e advertising (pubblicità).

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Si tratta di un sottogenere del più comune guerrilla marketing, che però non si limita a stupire o a scatenare la risata degli spettatori, ma prende di mira uno o più soggetti precisi arrivando a volte a spaventarli. In realtà, il prankvertising non può certo essere definito una novità in materia di pubblicità non convenzionale; tuttavia, le agenzie ricorrono sempre più spesso a questo strumento perché, grazie alla rete e alla sfera social, un video divertente o scioccante può diventare virale con milioni di visualizzazioni in pochi istanti e scatenare così un passaparola o buzz molto utile all’azienda pubblicizzata.

Più o meno si basa sul principio della candid camera.

Guardate cos’ha fatto Pepsi a Londra!

I protagonisti sono i pendolari che attendono il solito autobus davanti alla abituale fermata del mezzo. E sono copletamente ignari di quello che sta per accadere! 😉

Divertente ed efficace, ci piace molto l’originalità nella comunicazione del messaggio “MAXIMUM TASTE. NO SUGAR. UNBELIEVABLE.”

Un po’ come dire: MASSIMA CREDIBILITà. SENZA ALCUNA REALTà. SEMPLICEMENTE INCREDIBILE.

That’s #prankvertising 😉

Eidos Tweet: Pepsi, ci piaci sempre!

 

 

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