Salone del Mobile: benvenuti nella giungla dei comunicati stampa

fuori saloneAnche quest anno il Salone del Mobile ed il Fuorisalone hanno preso il via. Tra un’enorme quantità di persone che si riversano in strada,  eventi che si susseguono ad un ritmo irrefrenabile, feste, presentazioni, vernissage e installazioni varie spesso difficili da comprendere, a “soffrire” in modo particolare in questa settimana che sconvolge la vita di Milano sono gli uffici stampa (verso di loro la mia massima solidarietà!).

Il Salone è infatti uno degli appuntamenti imperdibili per le aziende e per i creativi che hanno a che fare con il mondo del design per il lancio di prodotti, presentazioni, eventi vari, etc . E chi è li a combattere in prima  linea “come dei moderni fanti della comunicazione” assoldati per conquistare frammenti di visibilità tra un maremagnum infinito nel quale è difficile emergere? Gli uffici stampa!  E allora via con save the date, gli inviti e i comunicati stampa per cercare  spuntare la presenza in qualche articolo, o la segnalazione nell’agenda appuntamenti o addirittura la presenza di qualche giornalista all’evento.

Spesso succede che da comunicare si abbia poco ma c’è il Salone, “vuoi non fare qualcosa?!?! ” Il più delle volte la risposta più corretta  sarebbe”No!” ma ovviamente non puoi. E allora… ci si inventa di tutto!!  A volte in un linguaggio abbastanza incomprensibile perchè quel che conta sembra esserci! Alcuni esempi tragicomici della comunicazione da Salone sono stati raccolti su Wired.it  Michele Boroni, che in un articolo a mio avviso divertente, ironico e al contempo veritiero, racconta l’importante manifestazione milanese elencando i 10 fastidi procurati dai comunicati stampa ricevuti dalle redazioni. Vi consiglio di leggerlo ce n’è per tutti gusti! PS: giuro che tra quello che leggerete sotto come esempi riportati non c’è nulla di mio! 🙂

” Si chiama Salone del Mobile, ma non prendetelo alla lettera. I più cool lo chiamano Design Week e già si avvicinano di più alla realtà, specie se traducono il termine design con progetto, in modo tale da poter includere dentro questa parola TUTTO. Questa settimana a Milano infatti c’è di tutto e il Fuori Salone (cioè quello che anima i principali quartieri della città) diventa il palco per chiunque abbia qualunque cosa – mobili, installazioni artistiche, musica, cibo, servizi, elettrodomestici, auto – da esporre e, sopratutto, da comunicare.

Da qualche settimana le nostre caselle di posta sono riempite dacomunicati stampa relativi ad eventi di qualsiasi tipo: tale inondazione ci permette di fare un breve compendio di formule, castronerie e strepitosi errori che spesso si trovano in questi comunicati (omettendo nomi e aziende coinvolte).

1 Save the date

È la formula più utilizzata da uffici stampa e PR d’assalto perricordarti del loro stramaledetto evento. Una sorta di teaser legato all’apertura di un negozio, la presentazione di un prodotto o un incontro di qualsiasi tipo. Le caratteristiche del Save the date sono:pochissime informazioni e una data, solitamente inviata con imbarazzante anticipo sui tempi. Per dire, il primo savethedate che ho ricevuto per questo Fuori Salone (tutto scritto attaccato, a volte pure con l’hashtag che fa figo) riguardava un vernissage del 9 aprile di un designer minimalista danese. L’ho ricevuto il 4 gennaio.

2 Ehi, qui si mangia!

Questo è in pratica il messaggio che il comunicato stampa deve passare. Un tempo negli inviti e nei comunicati stampa si utilizzava una formula di puro understatment: Seguirà buffet. Poi la somministrazione del cibo durante gli eventi è diventato sempre più centrale, e così anche le parole sono cambiate: catering, banqueting, finger food, aperitivo rinforzato, apericena (aaarrggh). Quest’anno  nei comunicati stampa funziona molto lo showcooking, con lo chef stellato di turno che fa un po’ di cinema tra i fornelli.

3 La preghiera di diffusione

Ovviamente il comunicato stampa viene scritto e mandato per essere pubblicato o per far riportare la notizia all’interno di un articolo. Nonostante questo, molti compilatori di comunicati stampa inseriscono alla fine questa formula un po’ pietistica “Con preghiera di diffusione” retaggio della nostra millenaria cultura cattolica. L’immagine che mi si pianta davanti agli occhi è quella di un gruppo di giovani milanesissime PR che in ginocchio snocciolano i rosari come in una pubblicità di Dolce & Gabbana.

4 Parole, parole, paroleI comunicati stampa spesso ricorrono a frasi fatte, parole o formule che funzionano e che stimolano il giornalista medio a inserire la notizia in un articolo. Quelle che non mancano mai in questi ultimi anni sono tutti quei termini che dicono e non dicono, riempiono l’aria e fanno chic: tra tradizione e innovazione, le eccellenze, experience, contaminazione, narrazione, sensoriale.

5 Piuttosto che

Ormai nelle conversazioni siamo tristemente abituati all’uso errato (disgiuntivo invece che avversativo e comparativo) del piuttosto che, ma vederlo scritto fa ancora più effetto. Ecco un comunicato relativo a un’attività del Fuori Salone 2014: “Creazioni di luci dai tratti essenziali ed eleganti, stravaganti elementi d’arredo luxury fino agli accessori dalle forme geometriche piuttosto che dal tocco vintage mescolato a linee classiche sono alcune delle peculiarità delle opere  che animano l’ambiente”. Ma c’è una cosa che fa ancora più spavento, ed è quella di vedere nella versione tradotta in inglese l’utilizzo di rather than nel deviato uso disgiuntivo. Chissà i lettori di lingua inglese cosa cavolo capiranno.

6 I mischioni tra generi e categorie

Come dicevamo all’inizio al Fuori Salone vale tutto, anzi, meno ha a che fare con il mobile e più cattura l’attenzione. Quindi ben vengano incroci e contaminazioni tra cucina e musica, destrutturazioni e progetti fusion. Ben sintetizzati da questo estratto: “Ci siamo divertiti a “destrutturare” una zuppa ramen giapponese dei suoi ingredienti e a trasformarla in un burger con i suoi contorni. Chi ordinerà il piatto nei nostri locali riceverà un codice per accedere a questa pagina e ascoltare il mixtape realizzato dai djs che, ispirati da questo progetto fusion, hanno creato la selezione in esclusiva per questo progetto”.

7 Il linguaggio commerciale

La stragrande maggioranza dei comunicati stampa che girano in questi giorni riguardano la presentazione di prodotti (ripeto, di qualsiasi tipo) e spesso sono inficiati da un linguaggio usato da chi lavora nel settore commerciale composto da formule sintetiche e tecnicismi. Ma la cosa che colpisce di più è l’uso di sostantivi o categorie di prodotto declinate al singolare, quando invece nel linguaggio comune vengono pronunciati al plurale: quindi l’occhiale, la scarpa, la manica corta, l’arredo bagno, eccetera.

8 Monsieur Lapalisse, da questa parte, prego.

Il problema vero è quello di scrivere un comunicato stampa quando non c’è niente da comunicare, quando non c’è una vera e propria notizia. Però c’è il Fuori Salone, quindi un miliardo di persone in giro, quindi qualcosa bisogna fare, qualcosa bisogna scrivere. Ecco un mirabile esempio di banalità che abbiamo intercettato: “Apriamo le danze con il percorso il temporale dell’artista (….). Stili e tecniche diverse accompagnano la carriera della giovane pittrice, che colora la tela in funzione dei sentimenti provati in quel preciso istante. Varie opere verranno esposte con didascalie e opuscoli che raccontano la storia del quadro”. “La nuova linea di (….) intende esaltare le caratteristiche dei materiali impiegati, così come la relazione tra forma e colore, creando combinazioni di arredo originali che permettono di esprimere in ogni ambiente il proprio stile e personalità”

9 Hey Boys, hey girls

Simpatia, innanzitutto. E far capire che siamo tutti update e cool, conosciamo le lingue così tanto che ci permettiamo di mixarli tra loro. Se poi il comunicato è relativo a un party o a qualsiasi evento ludico, allora ci si sbizzarrisce, come nel caso di questo dress code richiesto per una festa (errori compresi): Amazing Chic with a Touch of Bohemiene!

10 Formula del momento

Parlavamo prima di formule vincenti: ecco, quest’anno una delle più usate è, guarda un po’, La Grande Bellezza. L’abbiamo vista un po’ ovunque nei comunicati stampa, come nome di installazione di luci nelle vie chic del quadrilatero della moda, per descrivere mosaici e, addirittura, componenti per bagno”.

 

Eidostweet: l’ufficio stampa è un duro lavoro ma qualcuno dovrà pur farlo! 

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