WE LOVE #SALONEDELMOBILE

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Oggi al Bar Apocalyptic di Eidos, Francesca Giustiniani, padovana trapiantata a Milano, lavora come senior account in un’agenzia di comunicazione fashion&luxury.
Moda e musica sono le sue più grandi passioni, due forme d’arte distinte capaci di manifestare un particolare stato d’animo. Curiosa e sempre a caccia di novità, guarda il mondo dal suo punto di vista “diabolicamente ironico”.

Puntuale come il Natale e gli attesi saldi di Gennaio è arrivato a Milano il Salone del Mobile. La città si risveglia dal torpore dell’inverno e riscopre la primavera, gli appassionati non si perdono un’installazione, i viveur non mancano a un evento e le vie si paralizzano dalle 8 del mattino a mezzanotte inoltrata.
Se chiedi a un milanese cosa gli piace di più del Salone del Mobile la risposta è scontata: il Fuorisalone. Anno dopo anno una nuova zona della città si aggiunge al percorso: Tortona, Navigli, Brera, San Babila, Triennale, Lambrate, le “5vie” (nuovo distretto che comprende via Bocchetto, Bollo, Santa Marta, Santa Maria Fulcorina e Santa Maria Podone) con una tappa obbligatoria all’Università degli Studi di Milano (che quest’anno era abbastanza sottotono).
Apri Facebook e vieni invaso da post di amici che si accreditano a qualsiasi evento, in qualsiasi luogo, a qualsiasi orario. Non se ne perdono uno, sono disposti addirittura a farsi clonare pur di ribadire l’ossessivo presenzialismo dell’ “io c’ero”! Per non parlare della serie infinita di foto con gli immancabili tag #fuorisalone e #mdw che si susseguono su Instagram; praticamente puoi passare l’intera settimana chiuso in casa a guardare le repliche di Beverly Hills 90210, tanto ci sono i social ad aggiornarti. E risparmi pure!
Il bello del #salone è che tira fuori l’animo design nascosto in ognuno di noi, improvvisamente diventiamo tutti esperti e più un’installazione è strana più la immortaliamo trovando il significato concettuale che l’artista voleva esprimere. La maggior parte delle volte non c’entra assolutamente niente con la reale interpretazione, ma cosa importa intanto l’abbiamo instragrammata ricevendo una pioggia di consensi.
C’è chi paragona il Fuorisalone alla Fashion Week, errore: la Fashion Week è per Anna Dello Russo, il Fuorisalone è per tutti!

Grazie di essere passata al Bar e aver scritto per noi a Francesca Giustiniani che ama la moda, il design e le immagini e che ha lasciato il suo commento critico sul Fuorisalone.

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