#librosospeso: un virus social e solidale sta contagiando le librerie. Vietato trovare l’antidoto!

bislibrosospeso21-1024x511Librofili di tutta Italia quest’anno la più bella sorpresa di Pasqua la troviamo in libreria, dove ci aspetta un volume offerto da chi è passato prima di noi tra gli scaffali.

Partita da poco più di quindici giorni, l’iniziativa #librosospeso si sta diffondendo come una vera e propria epidemia. In questo caso del tutto benefica e piacevole! Da piccoli ci hanno insegnato a “non accettare caramelle dagli sconosciuti”. Ma nessuno ci ha mai messo in guardia dall’accettare libri da chi non si conosce. E allora perché non farci contagiare e, anzi, contribuire alla diffusione del virus?

La nota tradizione partenopea del Caffè sospeso, per la quale si lascia un caffè già pagato per chi entra al bar dopo di noi, ha prima ispirato l’iniziativa Pane in attesa (progetto nato il mese scorso a Messina che permette di pagare il pane per sé e per qualcuno che non può permetterselo) e adesso dalla tazzina al pane, si passa alla cultura: libro sospeso ci invita ad acquistare due libri  in una qualunque libreria e lasciarne uno…in sospeso. Cioè in regalo!

librosospesoIl primo anello della catena del libro sospeso è partita dal sud, nella libreria Ex Libris Cafè  di Polla, in provincia di Salerno. Obiettivo: promuovere la lettura tra i ragazzi di età compresa tra dieci e diciotto anni. Come in una favola, uno sconosciuto è entrato in libreria  ha acquistato due libri, uno per sé e l’altro l’ha lasciato “in sospeso”, chiedendo al libraio di consegnarlo al primo ragazzo che fosse entrato per comprarne uno.

La stessa scena si è ripetuta in un piovoso mercoledì milanese alla libreria Il mio libro, dove al termine della presentazione di un volumetto di culto – David Golder , il capolavoro francese di Irène Némirovsky – uno degli habituè è passato alla cassa per pagare due copie del libro, comunicando alla proprietaria, Cristina di Canio, che la seconda copia avrebbe potuto regalarla a chi desiderava. Cristina si è affidata al caso e l’ha regalata al primo cliente che è entrato.

librosospeso5ceaf47d08a8c94ece1b57cc62084029Da quel momento è partita in maniera spontanea la catena dei lettori che, anche grazie al passaparola della rete, è diventata un fenomeno virale. Cristina Di Canio ha lanciato su twitter l’hashtag  #librosospeso  che dopo solo una settimana era già  stato ripreso in oltre 1.000 tweet, con più di tre milioni di impression e altrettante visualizzazioni nelle timeline degli utenti.

Da twitter  a  facebook, fino  alle librerie di tutta Italia il contagio è stato fulmineo. E la cosa ancora più interessante di questa epidemia è che in un momento in cui la crisi ammazza l’acquisto e i dati Istat ci dicono che nel 2013 il 57% degli italiani non ha letto nemmeno un libro, se l’altro 43% si mobilita, chissà che la passione per la letturadiventi condivisione e solidarietà. Sarebbe certo il modo migliore per festeggiare la prossima Giornata Mondiale del Libro del 23 aprile.

E allora, se vogliamo dare una mano all’instancabile coniglietto Robin che nelle prossime ora si sbizzarrirà a nascondere ovunque sorprese pasquali per grandi e piccini, basta diventare portatori sani del virus #librosospeso.

Nessun obbligo: possiamo comprare un libro per noi e un altro da regalare. Solo quello da lasciare in sospeso, Chiunque può presentarsi alla cassa e chiedere se c’è un libro sospeso, anche senza averne comprato uno a sua volta. E se il donatore ha lasciato un recapito se si vuole si può contattarlo per ringraziarlo oppure per condividere le proprie opinioni sul libro condiviso.

Eidos Tweet: e dopo il caffè e il pane, con #librosospeso, leggere si conferma a tutti gli effetti “cibo per la mente”

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