I peccatori digitali si confessano in rete.

vizi digitali

 

Chissà in quale girone dell’inferno ci avrebbe messo Dante se avesse scritto la Divina Commedia ai tempi dei social media. E quale pena avrebbe previsto la legge del contrappasso per avere sempre in mano smartphone e dispositivi mobili di ogni genere per postare e condividere in tempo reale la nostra vita su facebook, instagrammare foto di piatti, luoghi e animali di ogni specie, meglio se felini, oppure lanciare l’hashtag del momento su twitter?

Che la rete oltre ad amplificare qualche virtù, contribuisca anche a generare un bel po’di vizi è argomento di cui, a periodi alterni, si parla e si discute.I più ostili parlano di vera e propria dipendenza. Qualcuno segnala addirittura disturbi della personalità.

E in rete, e dove se no, è tutto un rifrullare di contest, giochi e concorsi che premiano chi resiste più a lungo senza connettersi.

E adesso ci hanno messo lo zampino anche il Guardian e il National film board of Canada che hanno riacceso il dibattito sui nuovi peccati capitali della Rete lanciando il documentario interattivo Seven Digital Deadly Sins: a sette persone è stato chiesto di ammettere i propri web peccati, arrivando così a ridisegnare in chiave digitale il profilo dei sette peccatori digitali.

seven digital759dabf9-78c0-4e78-ac44-5febb8ad2cdf-1020x612Anche gli utenti possono confessare i loro e sarà una giuria composta da altri venti ‘peccatori digitali’ (tra cui il gestore di un profilo Twitter fasullo e un hacker) a decidere se assolverli o condannarli.

Eccoli qui i social vizi/viziosi che imperversano in rete:

  1. Il Superbo: non legge i messaggi degli altri ma rilegge i propri. Un filo esibizionista borderline, valuta costantemente la propria influenza e gratifica il suo entourage con le proprie riflessioni narcisistiche. Gli piace sottolineare i propri pseudo-incontri con i grandi di questo mondo. Non è un membro della rete, è la testa della rete. Tiene la contabilità delle proprie interazioni su Twitter e disegna le curve dei “likes” e dei propri status su Facebook. Il massimo della soddisfazione è vedere che le proprie informazioni sono riprese, condivise e commentate. Altra perversione dalla quale non riesce a trattenersi è quella di tenere per non più di 48 ore la stessa immagine del profilo.
  2. L’Avaro: non condivide le proprie informazioni ma ruba quelle degli altri. Spesso sotto falso account, questo voyeur imbucato si informa su tutto e non interagisce per non scoprirsi; ogni tanto, però, la voglia di fare uno scoop, commentando nel mondo reale cosa facesse il tale quel giorno e a quell’ora, lo smaschera clamorosamente.
  3. L’invidioso: è sempre a rischio di auto-cancellazione, perché vedere quanto gli altri si divertano sui social lo fa star male. La continua autopromozione degli amici lo fa letteralmente impazzire. Prova a inserirsi, a commentare, ma non va al di là di qualche grugnito virtuale.
  4. L’iracondo: sempre in guerra contro tutti. A volte ci si chiede come vivesse prima dell’avvento dei social. Forse era un serial killer? Pubblica in funzione delle proprie emozioni negative e attacca senza distinzione tutto e tutti.
  5. Il lussurioso: quanto gli piacciono i profili delle possibili amiche! Li vaglia accuratamente prima di inviare o accettare richieste di amicizia. Ha un ’incontenibile desiderio di piacere che induce a “provarci” (un tempo si diceva “purchè respiri”) con qualsiasi cosa si muova sul web.
  6. L’accidioso: i social network sono la sua amaca. E’ qui che vegeta libero e felice tante ore al giorno. Non gli tocca uscire, parlare… certo ogni tanto c’è il fastidio, di dover cliccare, mettere qualche like o ritwittare.
  7. Il goloso. Divora informazioni e prova un senso di fame già qualche minuto dopo aver spento il computer o aver dovuto rinunciare a tenere in mano lo smartphone. E’ il più felice dei peccatori della rete: fagocita ogni genere di informazione, ha migliaia di amici e di followers, colleziona “preferiti” per riguardarli anche la notte. E’ un teorico della “svolta” che i social hanno dato alla vita di tutti sconfiggendo per sempre la solitudine e, soprattutto, saziando la sua brama di notizie.

Eidos Tweet: chi è senza peccato…scagli il primo like!

[Crediti: Guardian, Internazionale, LiveSicilia.it]

Annunci