Crisi + Tecnologie. La mutazione genetica del consumatore

Ieri al  Piccolo Teatro Grassi di Milano sono stati presentati i risultati  della dodicesima edizione dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy | Indicod-Ecr, lo studio è stato  realizzato in collaborazione con TradeLab che dal 2002 monitora in modo sistematico il settore dei beni non alimentari ed è stato arricchito da un approfondimento realizzato da GfK Eurisko, che ha disegnato gli scenari futuri dello shopping.

La presentazione piena di spunti interessanti per chi come me guarda da vicino e si interfaccia ogni giorno con la vita delle aziende di largo consumo da una lato e con i consumatori  dall’altro: in sintesi è emerso che niente sarà più come prima. I principali driver del cambiamento la crisi economica e le nuove tecnologie hanno cambiato profondamente il nostro mondo e la nostra testa: «Anche se cambiasse il ciclo economico, le esperienze degli ultimi sei anni di incertezze e rinunce hanno lasciato un segno nel consumatore che ha imparato a conviverci, disegnando una nuova normalità. Come anche l’avanzata digitale ha cambiato tutte le fasi del processo d’acquisto, dalla raccolta di idee e informazioni all’acquisto. Le imprese dovranno partire da lì. La domanda non è se vincerà il fisico o il digitale, perché il consumatore desidera che vincano entrambi.» commenta Marco Cuppini, direttore del Centro Studi di GS1 Italy | Indicod-Ecr.

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Si delinea sempre più un profilo di consumatore più attento alla spesa, agli sprechi, al rapporto qualità prezzo e sempre più digitale. ha dichiarato GFK La grande crisi, ma anche le nuove tecnologie hanno  prodotto una sorta di mutazione genetica delle famiglie italiane, come ha scritto Repubblica. Del resto, come spiegava il naturalista Charles Darwin, la specie sopravvive grazie alla capacità di trasformarsi, di evolversi. La crisi sembra essere stata metabolizzata ed il futuro – meno “fosco”- sembra andare più verso una “nuova normalità” che una “ripresa espansiva”. ”

Il consumatore, da questo nuovo punto di partenza, disegna le sue aspirazioni future in termini di livelli di spesa, di strumenti per cercare, raccogliere e confrontare informazioni, nonché di nuovi luoghi dove vivere esperienze d’acquisto soddisfacenti. Esiste ancora il “piacere” del processo d’acquisto, dove digitale e tecnologie giocano un ruolo importante soprattutto nelle fasi di ricerca di idee e di informazioni. La tendenza è quella di cercare  le informazioni sul web e poi si va in negozio a toccare con mano a Ma non solo. Se l’acquisto finale avviene ancora prevalentemente nei punti vendita fisici, per il futuro verranno privilegiati solo i punti vendita in grado di garantire nuove esperienze. Digitale e fisico quindi, combinati in diverse soluzioni, permeano l’intero processo d’acquisto del consumatore: uno completa l’altro.

Tornando al settore Non Food monitorato dall’Osservatorio ha raggiunto nel 2013 un valore complessivo di circa 98 miliardi euro, segnando una flessione del 3,9% (nel 2012 era stata del 5,2%).

Tutti i comparti Non Food hanno registrato, per il secondo anno consecutivo, una flessione nelle vendite: in alcuni casi – Abbigliamento e calzature, Tessile, Cancelleria, Articoli per lo sport e Giocattoli – con anche un peggioramento nel trend. Mobili e arredamento, Bricolage e Edutainment i comparti che, pur mantenendo un saldo negativo, hanno visto ridursi il calo rispetto all’anno precedente.

EidosTweet:  “E’ la fine della delega acritica da parte del consumatore: siamo passati da atti di fede ad atti di fiducia” (GFK per GS1 Italy | Indicod-Ecr, Osservatorio Non Food )

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