Vacanze: tra il dire e il fare c’è di mezzo…il web

Schermata 07-2456867 alle 12.18.21Per chi è già partito, sta per farlo, partirà oppure non ha programmi e resterà a casa, c’è un posto, anche bello affollato, dove tutti, ma proprio tutti parlano di vacanze, segnalano ristoranti, fotografano piatti e prelibatezze varie, pubblicano di tutto: dove sono in ferie, come si svegliano la mattina, cosa indossano per andare a letto,cosa mangiano a colazione… Ovviamente sto parlando del web o meglio dei social media.

I viaggi sono l’argomento più discusso dagli utenti di Facebook: ben il 42% dei post pubblicati sono legati in un qualche modo alle vacanze, siano esse fotografie dell’ultimo viaggio fatto, programmi per il prossimo o semplicemente sogni ad occhi aperti. L’utilizzo sempre più massiccio di tablet e smartphone sta cambiando anche il modo in cui cerchiamo, prenotiamo, raccontiamo e viviamo le vacanze e, in generale, il tempo libero. Una recente ricerca registra che il 20% della spesa per i viaggi effettuata online viene da uno smartphone o un tablet, dato che si prevede salirà al 50% entro il 2017. Ed ecco che gli esperti di marketing studiano il nuovo target e il modo migliore di parlare di viaggi, vacanze e tempo libero

Anche la psicologia si interessa al popolo dei sempre connessi definendoli soggetti affetti da ITSO, acronimo che sta per Inability-to-switch-off, cioè, incapacità di disconnettersi. Non staccano mai la spina, anzi pare che nel loro tempo libero, e al ristorante in primis, diano continuamente fondo alle batterie di tutti i loro dispositivi mobili.

Eppure, mentre cresce il popolo dei mobile dipendenti, pare stia prendendo forma anche una piccola comunità (120mila italiani secondo una ricerca condotta da Jfe Tourism and Management) che avrà pure prenotato on line le vacanze ma le vuole sconnesse per riappropriarsi della vita reale. E a pensarci bene, che vacanze sono, se invece di guardare il mare, nuotare, leggere un libro, passeggiare, chiacchierare con un amico «in carne e ossa», cenare allegramente tutti insieme, gli occhi sono sempre puntati sull’IPad e sul telefono?

La faccenda è seria, se ne vocifera da diversi angoli del pianeta e, ovviamente dalla rete, in questo caso Twitter, è partito l’hashtag #stopPhubbing, dove il phubber è colui che ti ignora – sempre e comunque, ma specie a tavola – a favore del proprio telefonino.

stop phubbing - poster 2 - V1Il relativo sito  ha una Hall of Shame con personaggi, più o meno famosi, beccati a fare phubbing e una grandinata di percentuali: si vota pro (19%) e contro (81%) la tendenza maniacale che, si dice, porterà presto al silenzio delle relazioni interpersonali. Si spiega che se il phubbing fosse una piaga avrebbe già ucciso l’equivalente di 6 Paesi come la Cina. Si aggiunge che in media in un ristorante ci sono 36 casi di phubbing a pasto, e che il 97% delle sue vittime trovano il cibo meno buono in queste circostanze. Addirittura si calcola che l’87% degli adolescenti preferisce comunicare via sms, e che il 92% dei phubbers intraprende la carriera politica. Peggio, si informa che i motivi per cui si diventa phubbers sono, nell’ordine: aggiornare lo status, scrivere un sms a qualcuno (migliore di te), comprare musica, googlare Chuck Norris, giocare. Si avvisa poi che i peggiori phubber li trovate a New York, ma anche a Londra, Parigi, Hong Kong e Sidney. Infine c’è tutta una serie di download per avere un cartellino anti-phubber da esporre ad esempio sui tavoli della vostra festa di matrimonio o una lettera prestampata da inviare al vostro miglior amico phubber.

Ed ecco che lo #stopPhubbing si insinua negli Stati Uniti dove la catena Applebee’s ha lanciato una campagna anti-tecnologia a partire dai “No tech Tuesday”, un giorno a settimana dedicato alla disintossicazione in compagnia. Il Bucato di Los Angeles invece ha un’area smanettoni (la ex area fumatori): telefoni proibiti a tavola ma c’è la zona dedicata per rispondere alle chiamate o postare uno status.

iphones-restaurantA sostenere i nostrani antiPhubbing, paladini delle vacanze detox e con il desiderio di chiacchierare a tavola con gli amici, Udine ha fatto da apri-pista con le prime cell-free zone in Italia: bar, ristoranti e hotel dove i cellulari vanno tenuti rigorosamente spenti o silenziosi.

Dite che ricominceremo a chiacchierare a tavola, sotto l’ombrellone, davanti ad un arcobaleno o un tramonto mozzafiato?

Eidos Tweet: la vacanza al tempo dei social network è quella cosa per cui se prima andavi in vacanza per non sentire più nessuno, adesso vai in vacanza per farlo sapere a tutti e un tramonto non è più un tramonto ma il modo migliore per far rosicare i tuoi amici.

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