#MyNameIs

C: “Ciao, come ti chiami?”
B: “Beatrice Candia.”
C: “Ti aggiungo tra i contatti Facebook. Come ti chiami su Facebook?”

Io mi chiamo così, nello stesso modo. Nome di battesimo e cognome.
Sembra scontato ma non lo è.
Quanti tra i vostri contatti utilizzano sui social nomi diversi dalla realtà?!

È da due anni ormai che Facebook spinge per fare in modo che i nuovi utenti si registrino utilizzando il loro vero nome ma pare che negli ultimi tempi questo invito sia diventato un obbligo.

Perché?
Facebook risponde dicendo che la regola – rintracciabile al punto 4 dei Terms of service – serve a “mantenere in sicurezza la community” e che tutti gli utenti sono tenuti a seguirla “utilizzando le reali identità, per sapere sempre a chi ti stai collegando”. C’è la possibilità di indicare un alias sotto al nome del profilo o creare una pagina per il proprio personaggio. Ma l’account principale no, quello deve riportare il nome e cognome della carta di credito o del certificato di nascita.

Questa regola è diventata tassativa per tutti?
Sembra di no. I primi lamenti e le prime contestazioni, sono arrivate da utenti appartenenti a comunità come quella delle drag queen, del burlesque e altri artisti che utilizzano soprannomi e nomi d’arte per i propri profili. Sembra che dal 10 settembre molti di questi account siano stati sospesi per giorni:
“Ho scoperto che il mio account era stato sospeso in un mercoledì sera, nel bel mezzo di uno show, quando un’amica drag mi ha scritto per chiedermi come mai il mio profilo fosse andato – ha detto Miz Cracker – Facebook mi faceva sapere che avevo due scelte: selezionare un nome fra quelli suggeriti o perdere definitivamente contatti, contenuti creativi e memorie che il mio nome aveva guadagnato negli anni”.

Schermata 09-2456918 alle 10.37.29

Un’altra artista ha definito questa azione “scorretta, offensiva, discriminatoria e un’invasione della privacy”.

Il problema è effettivo; vi basterà scorrere tra le vostre amicizie per capire che la regola non vale per tutti.
Tra le mie amicizie ci sono anche gatti e cani di amici (no comment…).

Perchè allora limitare gli utenti appartenenti a categorie per le quali il nome d’arte è senza dubbio più importante di quello di battesimo? Perchè limitare la riservatezza di chi fa lavori non esattamente comuni?!

Eidos Tweet: Dite cosa ne pensate. L’hashtag ufficiale è #MyNameIs.

Annunci