IL BARATTO AI TEMPI NOSTRI

Oggi al Bar Apocalyptic di Eidos, Francesca Melli, brand consultant, ci racconta come anche nella comunicazione il baratto può rendere la vita più semplice!

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Credits: La Settimana del Baratto

Sì, ci siamo arrivati, non si tratta più di casi isolati: il baratto – o meglio – il pagamento in natura è una realtà 2.0

Succede che di soldi ce n’è sempre meno, ma il bisogno di comunicare non diminuisce, anzi. Così, aziende grandi, medie e piccole propongono metodi di pagamento insoliti ai loro consulenti che, volenti o nolenti, fanno buon viso a cattivo gioco. Sì, perché scegliere tra dover attendere il saldo di una piccola fattura per sei mesi e più oppure accettare che una parte o l’intero importo sia corrisposto con merci o servizi è facile, optiamo tutti per la seconda.

Conosco liberi professionisti che riempiono di contenuti le pagine social di un brand e, in cambio, possono acquistare a prezzi scontatissimi preziosi indumenti in cashmere; altri che a fronte del restyling di un logo ricevono un bel tavolo per la sala riunioni; altri ancora che fatturano metà importo e per il restante 50% ricevono frutta e verdura biologica a casa per alcuni mesi.

Allucinante? No, perché almeno viene riconosciuto un valore al lavoro prestato, cosa che non avviene quando ci si sente dire: “Soldi non te ne possiamo dare, ma vedrai che avrai tanta, tanta visibilità in cambio!” Ecco, io personalmente della visibilità non me ne faccio nulla, non la mangio, non la posso scambiare, non mi porta in vacanza… preferisco pesche, zucche, insalata e porri tutte le settimane, almeno vivo sana.

Il baratto – lavoro contro merce – fa parte delle trasformazioni di un mercato, quello della comunicazione, in cui non viene più nemmeno chiesta la flessibilità, chi non ne ha avuta abbastanza ora si occupa d’altro, bensì molta, molta autoironia e un’incrollabile fiducia nel domani.

PS Ci sono anche quelli che barattano PR con montagne di gelato, che invidia!

Grazie di essere passata al Bar e aver scritto per noi a Francesca Melli, ideatrice di Brand Angel, si prende cura delle marche perché trovino la voce giusta per far breccia nel cuore del loro target. È curiosa di ogni parola scritta, mezzo di comunicazione e manifestazione visiva, sonora, fisica o digitale, in cui si imbatte. http://www.brandangel.it  Twitter @francescamelli

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