Quando John Fante diventa Stephen Spender: storia di una copertina sbagliata ma vincente

Martedì Einaudi ha lanciato nelle Librerie le “Lettere” di John Fante, un volume dedicato a uno dei più importanti autori della letteratura americana moderna. Le lettere del narratore americano con origini italiane, autore di “Chiedi alla Polvere”  (per citare uno dei suoi più celebri romanzi)  riguardano il periodo dal 1932 al 1981 ovvero il periodo in cui, come si legge nelle note d’accompagnamento della Einaudi alla pubblicazione, Fante era «impiegato in un’impresa per la produzione di ghiaccio, operaio in una fabbrica di pesce in scatola, tuttofare per uno studio professionale, sguattero in bar e ristoranti.

Ora, nelle intenzioni dell’Editore c’era la volontà di pubblicare sulla copertina un’immagine proprio di Fante, solamente che, per colpa di una svista abbastanza grossolana, l’immagine della copertina non è quella di Fante ma bensì quella di Stephen Spender, poeta e saggista inglese.

La notizia è circolata alla svelta sui social, in modo particolare su twitter, comunicata proprio dalla stessa Einaudi  con un tweet nel quale si ammetteva il grave errore. Un epic Fail, come si usa dire in questi casi,  che però si è trasformato però nel giro di poche ore in un “Epic Win”, a livello comunicativo e non solo.

Leggendo i tweet e  le lunghe conversazioni che ne sono seguite, si può notare come la situazione di “crisi” si stata gestita in modo ottimale  dall’editore. Ecco  perchè:

1) c’è stata un’ammissione dell’errore da parte dell’editore stesso, che ha anticipato proteste e attacchi da parte  di utenti;

2) contestualmente all’errore è stata comunicata la voglia di riemdiare, in questo caso mediante ristampa del volume, che denota la tempestività nel prendere  una decisione riparatrice attivata e comunicata da subito;

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3) profonda autoironia dimostrata nel prendersi in giro da soli per ” l’Epic Fail” non  da poco (se si pensa appunto che quantomeno verificare la correttezza delle immagini è abbastanza elementare, specie per autore della fame di Fante), con tweet spiritosi e retweet di battute ironiche degli utenti che hanno sicuramente evitato proliferassero reazioni “indignate” e polemiche come spesso accade;

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4) un linguaggio non da comunicato stampa né da comunicazioni ufficiali, ma adatto al pubblico di twitter, cioè diretto e semplice;
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5) un’interazione continua con chi scriveva, rispondendo praticamente a tutti in modo puntuale, dimostrandosi così  aperti al dialogo e facendo passare il messaggio che dietro quell’account twitter c’è una persona che si pone sullo stesso livello degli utenti;

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6) la capacità rilanciare a livello comunicativo l’errore, sempre in modo autoironico, con una call to action trasformando il libro “sbagliato” in un oggetto del desiderio: per gli appassionati di libri, il libro può diventare un vero oggetto di culto da possedere, specie se si tratta di un’ edizione rara. E questo può essere il caso visto  che sarà praticamente introvabile già  solo tra pochi giorni

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Complimenti al Social media manger Einaudi. Chissà che magari questo “errore” si trasformi in una strategia per il futuro….:-)

Eidostweet: gestire una situazione di crisi sui social non è semplice..farlo bene e trasformarla in un vittoria ancora lo è ancor meno

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