Sesso, Gattini e il Papa, ed è condivisione selvaggia.

Il 15% degli utenti Internet apprende una notizia dai social network prima che dalle testate d’informazione online o tradizionali. Questo dato è stato pubblicato da Human Higway, una società di ricerche on line, che ha monitorato negli ultimi mesi del 2014 le notizie diffuse da testate on line, che sono state più condivise sui social media.

In Italia oltre 550mila indi­vi­dui ogni giorno con­di­vi­dono sui social media gli arti­coli delle noti­zie di attua­lità che tro­vano sulle prin­ci­pali testate d’informazione online, in cre­scita dell’83% rispetto ai 300mila medi gior­na­lieri dello scorso anno come riporta l’articolo di DataMediaHub.

Ma ciò che condividiamo è davvero quello che leggiamo? Ovviamente no, lo sa chiunque frequenti i social media. Alzi la mano chi non ha mai condiviso un articolo senza averlo letto e avendo condiviso in maniera totalmente irrazionale il titolo, o la foto? ! Per capire meglio il fenomeno leggete questo articolo del TimSchermata 02-2457059 alle 10.28.01e apparso qualche mese fa il cui incipit è: “Se sei un lettore medio, ho la tua attenzione per 15 secondi” scritto da Tony Hayle, CEO di Chart­beat una società che analizza il traffico su internet in tempo reale. (i media hanno sviluppato una dipendenza da questo tipo di analisi, quasi come Sanremo con l’Auditel).

Tornando alla ricerca di Human Higway la lettura della classifica è interessante perché racconta come le notizie si diffondono e soprattutto quali notizie vengono propagate attraverso centinaia di migliaia di condivisioni. Il mio primo interesse è stato scoprire che la notizia più diffusa è quella scritta da una mia cara amica giornalista de Il Messaggero di Roma da 30 anni che udite udite, di strategie digitali o di content management non ha mai sentito parlare. Quindi l’articolo più diffuso non è stato pensato come un contenuto adatto al web, ma è nato e basta come un articolo di quelli scritti bene per la carta. L’articolo nello specifico parlava di donne e del loro modo di dormire, del fatto che le donne hanno bisogno di un numero di ore di sonno maggiore degli uomini perché il nostro cervello pensa di più. (Tiè!). Ma superando l’orgoglio personale e dando uno sguardo più ampio alla classifica si scopre che il mondo digitale si sviluppa secondo la logica più antica del mondo:  Sesso, non necessariamente quello esplicito, raccontato ma basta solo accennarne nel titolo e vai con le condivisione. Al secondo posto della classifica infatti si trova “Sesso, gli uomini con la pancia durano di più”. Il riferimento al sesso, goduto, studiato o imposto con violenza ricorre spesso insieme al tema, animali domestici e temi religiosi. Insomma sesso, gattini e Papa Francesco sono i temi più condivisi. Hai visto che scoperta?.

EidosTweet: condivdere il superfluo è la benzina del web.

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