Chiacchiere su Facebook

Come tutte le mattine, oggi sono arrivata in ufficio e mi sono letta news dell’ultima ora e novità dalla rete…

L’oggetto della chiacchiera è Facebook.

Amo il social in questione, più di tutti gli altri. Facebook è semplicità di connessione con amici lontani, è una finestra sul mondo, uno strumento di informazione, di promozione. E’ un mezzo per fare personal branding, ma, più di tutto, mi piace pensarlo così, come un diario di vita.
Ha portato in rete persone che fino a prima dell’iscrizione al social network non erano minimamente interessate a internet e ai contenuti offerti!
E’ la più grande opportunità di comunicazione di massa che la tecnologia abbia mai concepito. Pubblicare un proprio pensiero attraverso un link e avere la possibilità di esser letti e magari “condivisi” da altre migliaia di utenti in giro per il mondo, attivando in tal modo un processo di confronto e dibattito perenne…

Dunque? Si può fare di più? Sì, pare di sì.

Avete sentito parlare del Legacy Contact? E’ un nuovo servizio offerto da Facebook negli Stati Uniti ma che presto sarà allargato a tutto il resto del mondo. Un servizio che prova ad affrontare di petto il tema da sempre discusso e mai risolto dell’eredità dei nostri dati digitali e nel farlo cerca di dare un senso al vuoto che si crea quando muore un iscritto al social più popolare del pianeta. Grazie a queste nuove funzioni, a breve ogni persona che abbia un suo profilo sul social di Mark Zuckerberg potrà – se vuole – decidere che cosa ne sarà della sua pagina (foto, note, articoli, post e link) in caso di morte. E potrà farlo decidendo di scegliere un gestore del sito per il tempo in cui non ci sarà più. Una persona, della famiglia o non, che si occuperà entrare nel profilo e modificarlo secondo la sensibilità del momento, rispondere alle richieste di amicizia in nome dello scomparso o eseguire le disposizioni date dal defunto titolare del profilo.

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A me questa cosa fa un po’ paura, lo ammetto. Non trovate sia una funzione perversa? E’ surreale!!! Io ci sono, vivo e quindi posto. Quando morirò non avrò più niente da dire. Perchè dovrei voler incaricare una persona che non pensa, non vive e quindi non SCRIVE come me, di occuparsi della mia eredità digitale??? NO, IO NON VOGLIO E NON LO FARò.

Ma non è finita. Ecco l’ultima trovata.

Facebook ha iniziato ad aggiungere nuovi strumenti per assistere gli utenti che esprimono la loro intenzione di suicidio. Ha infatti annunciato che sta lavorando con le organizzazioni che riguardano la salute mentale per trovare il modo più giusto per offrire assistenza e prevenzione attraverso il social network.

Ecco:

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Parliamoci chiaro Mark, ma tu credi davvero che se io avessi mai intenzione di suicidarmi avrei voglia di parlarne con un’impostazione? O che apprezzerei il consiglio, sempre pervenutomi da una notifica, messaggio privato o altro, di PARLARNE CON UN AMICO O UNO SPECIALISTA?!

Daiiii no!!!!! Cielo! No!!!!

Eidos Tweet: eredità digitale + tentativo di aiuto a potenziali suicida. DITECI COSA NE PENSATE!

Credits: [Ninja Marketing]

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