Periscope, tutta la vita in diretta.

Periscope. Avete già sentito questa parola? Avete già amici che vi guardano dall’alto in basso perchè non siete su Periscope? Avete già sentito oddio eccone un’altra, chissà dove andremo a finire? Io si sentito e letto tutto questo.

Periscope è la nuova applicazione di Twitter per trasmettere in diretta una ripresa fatta con il proprio smartphone. Ad oggi è disponibile solo per Iphone ma presto arriverà anche la versione per il sistema Android. Ad una settimana dal lancio, l’app ha già fatto il pieno di fan, Secondo il contatore online di Topsy,  i link alle dirette su Periscope condivisi sul Twitter hanno sfiorato quota 100mila, con un vero e proprio picco nella giornata di sabato (51mila), segnando un netto sorpasso dei tweet con link a dirette su Meerkat.

In Italia c’è stata subito la corsa a chi è più avanti di chi tra i vip più social attivi da sempre, Fiorello e Jovanotti tra i primi ma non mancano esperimenti di utilizzo anche da parte La Stampa e Repubblica o anche da parte di occasioni pubbliche come l’intervento di Renzi alla direzione Pd di lunedì. E tra quelli ormai che hanno capito la potenza del mezzo social c’è anche la Chiesa che ha trasmesso l’omelia della Messa della mattina di Pasqua, celebrata in Duomo dall’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola.

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Insomma è delirio Periscope, ovviamente non mancano critiche e preoccupazioni per la privacy con implicazioni che ora facciamo fatica a immaginare, ma se pensiamo che oggi per girare un filmato che non sia un evento pubblico è necessario avere la liberatoria di chi viene ripreso per poterlo utilizzare (pratica già messa ampiamente messa in discussione da quando esiste You Tube) si capisce subito quanto questo sia in contrasto con questo nuovo social media dove tutti possono mandare in diretta tutti.

Ma ecco tre cose da sapere fondamentali per sopravvivere e fare le proprie scelte senza ansia da prestazione tecnologica:

1) Se non sapete usare Twitter lasciate perdere. O meglio potrebbe essere, se vi piace il mezzo il mezzo, la svolta per capire finalmente alla domanda  “a che mi serve Twitter ?” che è quella  che sento fare più spesso a chi non riesce ad entrare nella sua dinamica. Infatti per installare, Periscope è necessario un account Twitter a cui associare il proprio account.

2) Una volta installata siete pronti a tramettere in diretta qualsiasi cosa, il vostro cane che fa cose che “solo” il vostro cane fa, i primi passi del vostro bambino avvisando zii, nonni e papà al lavoro che così non si perderanno l’emozione di quel momento in diretta, il colore del sugo chiedendo a tutti se manca qualcosa o quel colore scuretto e solo che si sta bruciando. E fin qui abbiamo scherzato… ma come sempre c’è il rischio che esalti i deliri sessuali di esibizionisti, la violenza dei bulletti etc etc, Ma staremo a vedere come dice Severgnini in questo articolo  aspettiamo a giudicare tanto il futuro arriva lo stesso. Quando si vuole smettere, si interrompe la trasmissione e il video può essere salvato sul proprio telefono per rivederlo in seguito, o pubblicarlo da qualche altra parte.

3) Chi vuole seguire una diretta su Periscope può arrivarci direttamente da un link su Twitter, di chi l’ha condivisa, oppure direttamente dall’interno dell’applicazione. Potete mandare messaggi a chi sta facendo la ripresa e – da non mancare -toccando lo schermo ogni spettatore può inviare cuoricini a raffica per mostrare il suo apprezzamento.

In realtà cosa sarà e come diventerà (moda o rivoluzione) non lo sa nessuno, anche perchè non è una vera invenzione tecnologica la possibilità di fare streaming online dal proprio smartphone esisteva anche prima di queste app, ma non erano direttamente collegate ad un social media potente come Twitter.

EidosTweet: Il futuro in diretta, o presente continuo? 

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