Web Radio: dopo vent’anni è sempre più facile!

“… Amo la radio perchè arriva dalla gente entra nelle case e ci parla direttamente e se una radio è libera ma libera veramente mi piace ancor di più perché libera la mente…”

Eugenio Finardi, a distanza di 39 anni, esegue ancora oggi in concerto l’inno italiano più famoso dedicato alla radio. Del resto il 2015 è un anno speciale per cantare La radio, dal momento che si celebra il quarantennale della nascita delle emittenti libere (vero motivo di ispirazione per il giovane e ribelle Finardi dell’epoca). Abbiamo letto in queste settimane articoli carichi di nostalgia verso realtà come le pionieristiche Radio Milano International e Radio Roma; o verso quelle “impegnate” come Radio Popolare e Radio Città Futura. E ancora, Radio Raptus nel reggiano, cui Luciano Ligabue si ispirò per il film Radio Freccia.
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Ma esattamente vent’anni fa, nel 1995, abbiamo assistito alla nascita di un fenomeno che gradualmente si è a sua volta imposto nel mondo della comunicazione (e della musica): le web radio. Il primo formato audio che ha reso possibile ciò è stato RealAudio, realizzato da Rob Glaser nell’aprile del 1995, subito seguito dalla piattaforma Microsoft Media Services. Dal 1995 a oggi il quadro è molto mutato: ci sono le tradizionali emittenti radiofoniche che trasmettono in forma digitale il proprio palinsesto anche attraverso Internet, e altre, amatoriali o meno, che mettono a disposizione i propri programmi esclusivamente per una fruizione in rete. La radio 2.0 non ha bisogno di studi radiofonici. Basta un pc portatile, un programma di editing audio e una piattaforma cui appoggiarsi (Radionomy è la più popolare). Grazie a Smartphone e Tablet la voce può andare in onda da qualunque parte del mondo, rendendo possibile anche una diretta in tempo reale di eventi interessanti.
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Ai neo DJ non interessa apparire: sono quasi sempre anche curatori e del palinsesto e unici Deus Ex Machina dell’emittente, ma puntano sulla interazione con gli ascoltatori per arricchire la proposta. E’ il caso di Horizons Radio, web radio italiana dedicata al mondo dei Genesis, con irruzioni nel genere progressive rock che vide tra i pionieri negli anni 70 proprio il gruppo guidato da Peter Gabriel. I fondatori della radio sono riusciti nell’impresa di confezionare una proposta non banale, che va oltre la semplice trasmissioni di canzoni: cenni storici, curiosità, rare registrazioni “live”, novità sulle odierne carriere dei componenti dei Genesis e di tutto ciò che comporta il variegato mondo del progressive rock. Ma soprattutto, complice il rilancio del genere che negli ultimi anni è andato ad abbracciare anche le fasce più giovani di fan, il palinsesto di Horizons Radio vive di quotidiani e numerosi apporti degli ascoltatori, ai quali è data la libertà di proporre ai curatori le proprie idee per poi sentirle in onda.
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