Fedez: l’umana debolezza non significa incoerenza

Una delle tante definizioni di “coerenza” estrapolata dal dizionario italiano Sabatini Coletti: conformità tra le proprie convinzioni e l’agire pratico. Questa è quella che più si addice al recente episodio di cronaca di cui è stato protagonista il rapper Fedez, vale a dire l’alterco con presunti fan/molestatori e con le forze di polizia in un locale milanese alla moda. Non mi addentro nello specifico dei fatti e men che meno nelle pieghe delle conseguenze giuridiche dell’episodio perchè sarebbe esercizio per nulla interessante in relazione al tema della “coerenza”.

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Fedez lo conosciamo, a partire dai suoi testi duri e diretti, all’insegna (da buon rapper) dell’anticonformismo. Duro e puro, ma anche pieno di contraddizioni. Nelle canzoni Fedez prende di mira la Milano “coca-sushi e modelle”, i locali fighetti e poi te lo ritrovi nel privé del Just Cavalli, teatro del suddetto incidente. Non risparmia critiche taglienti alla televisione italiana ed eccolo giudice di “X Factor”. Ci sarebbero poi anche le rime taglienti di Alfonso Signorini (Eroe nazionale), hit dedicata a vizi e vizietti italioti con i cosiddetti VIP nel mirino. Il giornalista ne esce come una caricatura. Però nel video della canzone chi c’è? Signorini in persona, con tanto di tutina! Il cortocircuito è completo quando poi vedi Fedez e la fidanzata sulla copertina di “Chi”, portato da Signorini al top del gusto nazional-popolare.

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Ora basta però. Mi rendo conto che la definizione del Sabatini Coletti mi sta portando a giudicare Fedez… Chi sono io per pretendere la coerenza da un artista, di cui per altro non mi considero neppure un fan? Forse Fedez pensa in buona fede che vi sia “conformità” tra le sue convinzioni e l’agire pratico (e nessuno, per altro, può stabilire che questo sia un dogma). Forse è stato trascinato a forza al Just Cavalli, e non vedeva l’ora di andarsene a prescindere da quanto narrato nei suoi testi. O, molto più facilmente, agli occhi dei fan un artista può essere grande anche attraverso debolezze e contraddizioni.

Per chi ama questo tipo di riflessioni riporto news decisamente più clamorosa della presenza di Fedez nella “chiccosa” movida milanese: la Virgin Money, banca inglese fondata dall’imprenditore britannico Richard Branson, ha lanciato una nuova serie di carte di credito a tema Sex Pistols, la band punk e “antisistema” per eccellenza! Sulle carte appariranno delle immagini simbolo degli anni settanta per richiamare il contesto storico del successo dei Sex Pistols e alcune copertine dei loro dischi. I membri del gruppo, oggi imborghesiti ultracinquantenni, si godranno le royalties pensando magari a quando negli anni ruggenti di God Save The Queen invitavano i fan a devastare le banche e altri centri di potere…

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Eidostweet: dai Sex Pistols (di oggi) a Fedez l’incoerenza non è un “delitto”

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