Nuovi film horror: “profondo” disappunto

Insidiuous 3, Unfriended, Contagious, Poltergeist 2015, Maggie, Babadook… Al solito con l’arrivo dell’estate le sale cinematografiche si riempiono di film horror o con venature paranormali. Sociologi e esperti di cinema si sono sovente esercitati con dissertazioni per trovare una giustificazione, un nesso tra la calura e il desiderio più o meno inconscio di essere “spaventato”. La verità è che tranne rare eccezioni sono film che si rivelano essere mediocri, distribuiti in questa stagione senza troppe aspettative. Ma era estate anche nel 1975 quando nei vecchi angusti cinema di città e nelle arene estive furoreggiava Profondo rosso di Dario Argento, distribuito a partire da maggio e rimasto in prima visione fino a ottobre! Ecco, vale la pena scomodare l’abusato esercizio della ricorrenza, in questo caso il “quarantennale”, per ricordare un film che è prepotentemente entrato nell’immaginario collettivo. Per la capacità di terrorizzare lo spettatore, ma anche per la sua prorompente forza visiva e spregiudicatezza narrativa.
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Ai cultori sparsi in tutto il mondo (compreso registi di vaglia) non si deve certo ricordare che Profondo rosso univa gli stilemi del giallo a quelli dell’horror e del paranormale. In quella estate di 40 anni fa almeno tre generazioni di spettatori decisero di condividere le paure più profonde di Dario Argento,  doppia firma di Profondo rosso come regista e sceneggiatore. Raramente si è visto un tale connubio tra racconto narrato e visione soggettiva dell’autore. Una visione angosciante della vita, con menzione per la “Madre degenere” magistralmente interpretata dalla diva al tramonto Clara Calamai.
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Ricco di forza onirica e immaginifica, il film ha segnato l’approdo al cinema autoriale del genere “spaghetti thriller” nato verso la fine degli anni 60 e caratterizzato da opere anche discrete, come le prime dello stesso Argento. Ma  Profondo rosso segnò il punto di non ritorno per il genere; la perfezione che non è più stata raggiunta. Per molti anche la fine di Dario Argento come autore di livello. Ma che fine! Ne valeva la pena…
Eidostweet: a 40 anni da Profondo rosso, l’horror irripetibile…
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