Il fenomeno Wattpad e le mie domande sulla lettura

Qualche giorno fa dopo aver sentito da un responsabile di una testate editoriale per l’ennesima volta: “i testi sono troppo lunghi, la gente non legge, bisogna  scrivere di meno e che ci vogliono più immagini e meno testo” mi sono domandata dove avrebbe traslocato l’attività del leggere. No perchè a scrivere scrivono tutti, ma leggere? Il mondo è espoloso il digitale sta cambiando i nostri comportamenti più di quanto noi “grandi” siamo disposti ad ammettere. Si parla tanto di strumenti multimediali del fatto che il mobile è il principale strumento di accesso alla rete e che a quel tipo di strumento bisogna pensare quando si vuole fare informazione, comunicare qualsiasi cosa. Si tutti concentrati su quel piccolo schermo luminoso manovrato da dita sempre più veloci e lunghe. Ma io mi domando quella fetta di pubblico che è interessato all’attività del leggere, al piacere della lettura e della riflessione che è cosa diversa dal bisogno, ormai compulsivo,  di informarsi e di intrattenersi. dove andrà? quali saranno gli spazi e i tempi da dedicare a questa attività ? Il miracolo di alcune piccole librerie che a dispetto delle tendenze fallimentari delle grandi superfici dove nel tempo ci hanno offerto di tutto per correre dietro allo smaterializzarsi del lettore, dimostra che quasi in maniera carbonara qualcosa c’è, sta migrando, ma c’è e rimane. Piccole storie di grandi eroi come il mio amico Fabio Masi libraio come non ne fanno più, che ogni libreria che apre (oggi ne ha tre Genova, Ventotene e Camogli) è un successo o come quello della libreria “Il Mio libro” a Milano dove Cristina Di Canio ogni giorno se ne inventa una, dal “libro sospeso” alle presentazioni sul marciapiede e dove il luogo fisico è un luogo “di piacere” dove ci si ritrova in una dimensione dedicata a chi ama leggere e parlare di ciò che si legge. O dall’altra  parte la app Wattpad  che mi ha fatto scoprire un editor curioso che ancora pubblica i libri, i best sellers ma che che non ha paura di guardare avanti.  Si tratta di un app che raccoglie  40 milioni di utenti, 80 milioni di storie pubblicate, in 50 paesi diversi. Una app il cui traffico per l’85% arriva da mobile. Non ne avete mai sentito parlare? Ecco capite quanto è grande la galassia creata dal digitale?

Screenshot 2015-07-07 10.27.14 Wattpad è un social media che vive di racconti di fun fiction ( che apprendo io stessa è: un’opera scritta dai fan  prendendo come spunto le storie o i personaggi di un’opera originale, sia essa letteraria, cinematografica, televisiva o appartenente a un altro medium)  Il meccanismo è semplice scrivi il racconto, lo carichi anche a puntate  in modo da ricevere feedback che ti aiutano a far proseguire il racconto, mentre un algoritmo  ne determina la popolarità, mettendolo in una sezione What’s Hot da dove poi viene letto e giudicato dalla comunità. Insomma fantascienza per una come me ma i numeri dicono cose strordinarie mi ha fatto vedere che una ragazzina italiana di 15 anni ha più di 2 milioni di lettori per una sua storia. Sapete quante copie vende un libro di sucesso di Italia… 200 mila se va bene. Per un approfondimento sui numeri e la storia di una dei suoi protagonisti leggete questo articolo di Wired che fa girare la testa. Ecco quindi la risposta alla mia domanda, dove finirà l’attività del leggere rimane sospesa in maniera fluida aspettando la ricaduta degli effetti del cambiamento. Il mondo sarà sempre più fluido e chissà se ci sarà un passaggio da questa App alla frequentazione della piccola libreria del mio amico Fabio, O se come credo saranno due mondi e due mercati distinti, due galassie dello stesso mondo.

In copertina: Allan Lau il fondatore di Wattpad

EidosTweet: fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro l’inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire. (M.Y)

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