FdR: finte sceme, il futuro passato e il food caos

Di ritorno da Rimini dove si è svolta anche quest’anno la Festa della Rete, l’ appuntamento dove ogni anno si va fiutare l’aria di come si muoverà e quali saranno i fenomeni della rete in Italia in una chiave molto leggera e anche un po’ scanzonata come ad una festa di classe tra amici, vi racconto cosa mi ha colpito.

  1. Stupore, curiosità e meraviglia di fronte a Martina dall’Ombra una che in un articolo di un anno fa veniva descritta “Dopo Sandra Milo, Valeria Marini, Flavia Vento, l’Italia ha la sua nuova svampita, figlia dell’era del web” l’averla scoperta dal vivo ospite sabato sera della premiazione dei Macchianera Award mi ha folgorato. Fenomeno della rete, Martina da Youtube (che è come dire da Sassari) è un mix continuo di ci fa o ci è, stupida da amare o deficiente da odiare? Romana di roma nord, meno che trentenne e migliaia di fan (i suoi video sono visti da decine di migliaia di persone). Un plot narrativo sempre uguale ed efficace, parla di qualsiasi argomento, politica, società, uomini etc.. partendo sempre da qualcosa capace di attirare l’attenzione perchè con senso per poi approdare con una perfetta tecnica comica ad un affermazione talmente surreale da farti balzare dalla sedia. Vuole scendere in politica, ama Matteo Salvini (ma prima amava Renzi), odia quelli di Roma sud in maniera viscerale. Ridere o insultarla è la reazione che suscita in chiunque la intercetti. Possibile che sappia essere sempre così coerente con il suo personaggio, senza essere davvero così ?. Non si sa (ancora). Ad ascoltare una sua intervista ieri, c’era gente di tutte le età ed erano siceramente ammirati  
  2. Samsung il Gear Vr, il primo caschetto per la realtà virtuale. Vi ricordate il film “Strange Days” ? Un film di fantascienza del 1995 diretto da Kathryn Bigelow e prodotto e scritto da James Cameron in cui in un mondo futuro circola una nuova droga sotto forma di occhiali che mostravano una realtà virtuale in cui si facevano “viaggi” assai particolari che creavano dipendenza. Ecco io li ho provati ieri. Mi hanno portato, grazie ad Edison, dentro una piattaforma petrolifera, ho viaggiato in elecottero, sono scesa sotto il mare come se fossi lì, ho anche fatto ciao ciao con la manina al pilota. Tutto rimanendo seduta su una sedia in cui mi dimenavo come in preda ad un delirio. Ragazzi che cosa incredibile.Schermata 2015-09-13 alle 22.29.12
  3. Ho sentito parlare di food, e ho avuto la sensazione che siamo arrivati al limite. I ricettari sono morti, anche quelli virtuali si è detto in un panel dove sedevano tutte persone molto esperte, basta fuffa, è ora di tornare alle cose concrete, come però la rete interpreterà tutto ciò non mi è stato chiarissimo. Ho appreso che l’anno prossimo si parlerà di fermentazione, gusto acido, frattaglie, insetti, (ancora?) e di cultura del cibo. Ma il food vive un momento di eccesso di visibilità ed è un po’ in confusione e crisi di identità.  Aspettiamo che finisca Expo e vediamo cosa resta. Ma alla festa della rete c’era anche Gualtiero Marchesi, perchè nessuno ma proprio nessuno si sottrae al fascino della rete.

EidosTweet: il web che verrà è già qui 

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