Quale è la pubblicazione con la tiratura più alta al mondo?

covecopertina-catalogo-ikeaNon è una delle solite domande da web per attirare l’attenzione. E’ un vero e proprio domandone. La cui risposta mi ha anche lasciata un po’ sconcertata…

Ecco i numeri: stampato in 220 milioni di copie, realizzato in oltre 60 edizioni e in più di trenta lingue. Letto da oltre 400 milioni di persone.

Aiutino: non conosco nessuno che non ne abbia in casa una copia.

Superaiutino: dicono che per le donne sia una sorta di libro dei sogni, mentre per gli uomini racchiude uno dei peggiori incubi da week end.

Beh, vi ho aiutato tantissimo! Ed è ormai chiaro che sto parlando del Catalogo IKEA, la cui versione 2016 è in distribuzione cartacea proprio in questi giorni, in tutte le nostre case e caselle.

ikea51ikea-catalogo-vintage-1951Mica un catalogo qualsiasi, bensì IL catalogo. Quello di cui alcuni conservano addirittura le edizioni degli anni precedenti.

Mentre ad ogni nuova edizione esperti di marketing, design e società fanno addirittura una lettura antropologica per meglio comprendere, attraverso l’offerta svedese, le dinamiche dell’evoluzione degli stili di vita.

Per celebrare degnamente il “libro” più distribuito al mondo e promuovere la tiratura record da 220 milioni di copie, Ikea Switzerland con la sua agenzia Wirz Werbung di Zurigo, ha invitato il critico e giornalista tedesco Hellmuth Karasek a fare la prima recensione letteraria di un catalogo commerciale.

Coerente con il suo stile, Karaseek, uno dei critici più influenti al mondo, per venti anni responsabile della sezione cultura dello Spiegel, ha adottato lo stesso approccio che utilizza per un’opera letteraria classica, analizzando la costruzione, lo stile i protagonisti e naturalmente le illustrazioni.

Risultato: una  parodia (http://www.ikea.ch/karasek) dove Ikea finge di criticare se stessa attraverso lo sguardo di un critico letterario, con un risultato ironico che si rifà al video virale di Ikea Singapore dello scorso anno nel quale si prendeva in giro Apple.

Con le librerie Billy sul fondo e chiaramente seduto comodo in una poltrona Strandmon, Karasek inizia la sua recensione in modo intimo e soft: “It’s a book that aims to endear itself to us by putting us in a positive frame of mind.” Ma presto diventa aspro e caustico, criticando il libro per il suo stile informale, per la prevalenza di figure piuttosto che personaggi e per avere molto da dire “but much could be considered junk.”

Lo stile ‘talking-heads’ funziona bene, con Karasek a suo agio e soddisfatto di sé nel suo ruolo di autorità letteraria, al punto di citare addirittura Goethe, con grande piacere di Ikea: “What suits one may not suit all. Each should see what he should do. Each should see where he should go. And each who stands that he might not fall.”

 Eidos Tweet: se per lanciare il nuovo catalogo lo si rilegge addirittura attraverso un critico letterario che cita Goethe e Freud, l’avremo anche già detto ma…sono davvero pazzi questi svedesi!!

Annunci