I gusti del viaggiatore spiati dall’eye tracking

Leggo sul Corriere della sera di venerdi scorso un interessante articolo di Fabrizio Guglielmini… e alla fine sobbalzo! Il pezzo tratta, in breve, di viaggi prenotati con internet e i rischi di essere “mappati” dagli esperti di proposte commerciali che studiano abitudini e profili. E di conseguenza essere molestati via email dai bracci armati dell’ecommerce.

Orig.src_.Susanne.Posel_.Daily_.News-eye.tracking.video_.games_.dod_occupycorporatismSobbalzo perchè da tiepido “digital addicted” non conoscevo il concetto di eye tracking applicato al marketing, e non posso fare a meno di domandarmi quanti navigatori del web, più o meno scafati, ne abbiano cognizione. Lo studio dell’usabilità di un sito web attraverso l’eye tracking, in sintesi, permette di conoscere in ogni momento il punto esatto sul quale si posa lo sguardo dell’utente durante la consultazione in rete. In questo modo, rilevando il percorso dell’attenzione visiva sullo schermo, è possibile ricostruire tempi e sequenze di osservazione, andando a evidenziare quegli elementi che la nostra vista ignora o quelli sui quali si sofferma.

Così per gli addetti al marketing e alle statistiche pubblicitarie sarà sempre più semplice conoscere preferenze e abitudini che possono essere interpretate in opportunità di business. In tema, Google ha già brevettato il pay per gaze”, un sistema per occhiali in grado di presentare la “realtà aumentata”: più completa e dettagliata di quanto possa fare l’occhio umano.

Al netto del potere futuribile dell’eye tracking, consiglio comunque la lettura dell’articolo di Guglielmini per recepire qualche suggerimento su come porre un freno a spamming e phishing che subiamo dopo l’acquisto di un viaggio. Il giornalista suggerisce, tra gli altri, l’utilizzo di siti come Momondo.it, che permette l’acquisto di voli direttamente dal sito della compagnia (riducendo drasticamente il pericolo della “mappatura” del proprio profilo). O di softare come Privacy Badger, che impedisce alle reti pubblicitarie e ai siti di tracciare dati e ricerche personali.

Questo per l’odierno: quando esploderanno definitivamente strumenti come il ” pay-per-gaze” di Google è auspicabile che si possano trovare rimedi altrettanto efficaci.

Eidostweet: spamming nella posta elettronica in aumento con l’eye tracking?

 

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