31 goal a zero: la mancanza di buon senso uccide il calcio dei bambini

“Ma Nino non aver paura
di sbagliare un calcio di rigore
non è mica da questi particolari
che si giudica un giocatore…
un giocatore lo vedi dal coraggio
dall’altruismo e dalla fantasia…”

Così cantava nel 1982 Francesco De Gregori ne La leva calcistica della classe ’68, dedicata a tutti i bambini che sognano di diventare un calciatore. Impensabile all’epoca della stesura della canzone quanto accaduto la scorsa settimana in un campetto di Ponte Ronca, frazione in provincia di Bologna: i Giovanissimi di casa, classe 2001, dopo meno di un’ora di gioco si trovano sotto di 31 reti a zero contro i pari categoria del Persiceto 85! Insomma, un tiro al bersaglio, con un gol più o meno ogni 90 secondi. Il giovane arbitro, ventenne, consulta le due squadre e decide che può bastare così, sospendendo la partita. Saggia e umana decisione che ferma una umiliazione in corso. Peccato che l’Associazione Italiana Arbitri abbia poi deciso di sospendere pure lui, non omologando il risultato dell’incontro che andrà rigiocato da capo! Il regolamento, evidentemente, non è spietato: è semplicemente privo di buon senso.

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De Gregori dipingeva in modo romantico e sognante il calcio dei bambini, degli adolescenti… Senza cadere nella nostalgia fine a se stessa, non e’ esagerato dire che trent’anni dopo quel mondo e’ cambiato completamente. Lasciamo perdere le cronache sulle risse negli spalti, conditi da insulti, tra i genitori degli under in campo; o sempre (maledetta realtà) gli ululati razzisti di persone adulte verso bambini di colore. No, limitiamoci a osservare che il mondo del calcio juniores assomiglia sempre di più a quello dei professionisti. A partire dai contratti stipulati appena raggiunti i 14 anni!bambino_calciatore_fallito_o
Dunque episodi come quello accaduto a Ponte Ronca, o meglio le sconcertanti conseguenze del medesimo, non aiutano certo a rendere il quadro più gradevole. Da ex bambino calciatore vorrei dire che la sensazione è che il “divertimento”, unica emozione da mettere in campo, sia completamente sparito. Le decisioni prese a seguito dei fatti di Ponte Ronca sono diseducative: oltre a domandarsi che ci facciano due squadre che mettono tra loro 31 gol di scarto in meno di un’ora nello stesso campionato, la vicenda ripropone il vecchio interrogativo su fino a che punto le regole debbano sempre venire prima del buon senso.

EidosTweet: si deve ripetere la partita del 31 a 0! Non c’è pietà per i giovanissimi del calcio

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