Quel pensiero parigino dell’ottantenne Woody

Non sono tanto gli 80 anni compiuti il primo dicembre, accadimento che giustamente ha lasciato indifferente l’interessato come rivelato nelle interviste di rito.  No, e più il brutto scherzo tiratogli dal Fato, rigorosamente shakespeariano come splendidamente raffigurato nella celebre scena della pallina da tennis in Match Point. La data è infatti caduta pochi giorni dopo il drammatico sfregio ai danni di Parigi: la città tanto cara a Woody Allen, seconda sola alla amata New York nella sua speciale graduatoria.

Nel vedere la città sotto l’assedio del terrorismo, più che mai il geniale regista/scrittore/attore/intellettuale (Artista con la A maiuscola se si vogliono riassumere le attitudini…zelighiane) avrà ripensato alle riflessioni da lui ideate per Owen Wilson nel finale del riuscitissimo Midnight in Paris: Wilson arriva alla conclusione che – in qualunque era e in qualunque posto si viva – ci saranno sempre un’era e un posto migliori perché  “la vita è una cosa insoddisfacente“.

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Se come in Henry a pezzi (drammaticamente autobiografico) esistono plurimi Woody Allen (senza scomodare nuovamente Zelig), quello che io amo di più è l’osservatore amaro e impotente delle vicende umane. Siano esse grandi (Ombre e nebbia, con il regime totalitarista alle porte, Mariti e mogli con la nevrotica rappresentazione del fallimento dei totem “matrimonio e “famiglia”), o più frequentemente intimiste (Io e Annie, Broadway Danny Rose, ma anche i più recenti Anything Else e Blue Jasmine). Con mirabili vette macchiavelliche di accettazione del “male” come soluzione catartica (Crimini e misfatti, Pallottole su Broadway, Match Point e, da quanto si dice anche, il nuovo Irrational Man con Emma Stone e Joaquin Phoenix).

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Nell’anno che sta per chiudersi si è registrato pure un omaggio “nascosto” ai più: a coloro che hanno amato l’appassionato Mia madre di Nanni Moretti suggerisco di rivedere Io e Annie per rivivere la scena della “surreale” coda al cinema in cui si cimenta Margherita Buy, e Hollywood Ending per il tema del “regista in crisi” (raffigurato in Mia madre sempre dal personaggio della Buy). Un omaggio da maestro a maestro?

Oggi mi piace pensare al “mio Woody” in un mood sollevato dopo il passaggio del compleanno, seduto nel suo elegante appartamento di New York mentre si gode il basket NBA in televisione. Il tutto solo come piccola pausa rispetto alle attività per la produzione del film che uscirà nel 2017, a oggi denominato solo Untitled Woody Allen Project. Quello che si sa è che nel cast ci sono due giovani attrici come Kristen Stewart e Blake Lively. Dopo Scarlet Johansson e Emma Stone (e le tante succedutesi negli anni) pure loro pronte per entrare nell’Olimpo delle Muse di Allan Stewart Königsberg?

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Eidostweet: Woody Allen e gli 80 anni con Parigi nel cuore (angosciato)

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