#svegliaitalia

Il 28 gennaio si discute in parlamento la legge sulle unioni civili, (il mio prossimo post è il 29, non potevo aspettare oltre) nel momento in cui scrivo sono assolutamente pessimista, non ce la faremo mai. Il 23 si scenderà nelle piazze (cioè, io ho certezza solo di me e 4 amici miei) per dire #svegliaitalia. Tutto è contro. Il governo per niente impegnato, con il voto segreto e la libertà di coscienza se n’è lavato le mani da giorni, la chiesa, e che ve lo dico a fare, adesso pure il calcio la leva nazional popolare per eccellenza li a tirarci il bidone. #sarrimancini è in testa alle tendenze di twitter da 2 giorni e ho letto cose che voi umani…improvvisamente tutti difensori della morale, tranne i napoletani che (come al solito) fanno le vittime e gridano al gomplotto. In generale sento inoltre un diffuso fastidio  come dire “che palle ‘sti gay, ancora?”. Ed è la cosa che fa più male credetemi, perchè li non hai nessuna battaglia da combattere se non la tragica indifferenza. L’articolo migliore che ho letto sull’argomento è questo, apparso oggi su L’Ultimo Uomo (magazine on line di sport per persone serie) di Timothy Small di Alkemy, società specializzata in servizi e consulenze per la digitalizzazione dell’impresa.

Comunque per gli indifferenti, si ancora! Del resto vi capisco perchè  tra le pubblicità come dice questo articolo di D Repubblica, ci si è messo anche Tiffany,  i film, i libri o i film tratti dai libri come Carol, le serie Tv (non ce n’è una senza un omosessuale protagonista, leggete qui ) pare davvero che non si parli d’altro. Pare, infatti. Pare e basta perchè io di notte quando sono a contatto con le mie paure e gioco al se fosse” vedo da tempo al primo posto cose definitive come la morte, si perchè ve ne sarete accorti che capita spesso ultimamente (ah, poi dipende da come è andata la giornata, se muoio io o se muore lei) oppure se poi invece di morire nel gioco ci può scappare anche una bella malattia. Se invece va tutto bene, a volte capita, giuro, si può pensare ad un bambino a una famiglia, che chi se ne frega se poi di mamma ce n’è una sola (io la penso così, ma è un problema mio e non c’entra niente con la genitorialità che può prevedere anche una mamma e un puffo genitore). O se va di lusso semplicemente sognare momenti emozionanti in cui si parla d’amore e basta coi petali di fiore, il messo comunale che dice le parole magiche e tutte le zie intorno.

Io non ho mai fatto la militante, ne parlo pochissimo in genere (tranne ultimamente), perchè non vedo a chi possa interessare cosa faccio io a casa mia. E il mio sogno è smettere di parlarne e trovare un altro gioco del se fosse di notte ma per farlo dobbiamo passare da qui. Pensateci alle mie notti. Condividete. Continuate a parlarne e scendete in piazza .  

EidosTweet: l’ultimo miglio è il più difficile #svegliaitalia

 

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