Barbie, una di noi.

Ha avuto la copertina di Time, perché è ingrassata. Si oggi parlo di Barbie, che è un po’ come quando mi sono vestita da fatina al carnevale di Venezia del 1987, una liberazione. Mattel ha lanciato una grandissima operazione di comunicazione e marketing  intorno alla bambola più famosa del mondo.

Con un profilo Twitter con 253.000 follower, 13 milioni e oltre sulla pagina (in Italiano), 1, 2 milioni di seguaci su Instagram e una infinita quantità di Board su Pinteres, Barbie è ovviamente anche un icona e una star dei social media.

Dopo 57 anni di magrezza assoluta, di algido stile, dopo essere stata amata e odiata dalle donne di mezzo secolo, dopo essere stata criticata perché rappresentava un canone di bellezza legato ad una figura femminile troppo magra, dopo amiche, fidanzati (più o meno di facciata), sorelle poi sparite, infinite professioni (infermiera, donna in carriera, ballerina etc…) e vacanze da sogno (piscine, safari, sci, etc..) ecco che Barbie si trasforma e si presenta in molteplici forme.: «petit» (minuta), «tall» (alta) e «curvy» (formosa), con taglie e dimensioni più realistiche. E non è tutto, perché ognuna sarà disponibile con diverse tonalità del colore della pelle e tantissime acconciature. Insomma non tutti gli sguardi delle bambine verso una sola ma un’infinita possibilità di immedesimazione. Sarà divertente vedere quale avrà più successo (ma sono pronta a scommettere che le “altre” faranno sempre da contorno all’icona della perfezione, come succede a scuola insomma). Nel video qui sotto come si è arrivati a questo cambiamento.

 

EidosTweet: sembri una barbie! finalmente…

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