La Self Driving Car di Google? Una boiata pazzesca!

Va bene la tecnologia ultra-avanzata (sensori, GPS performanti a mille, parcheggio automatico, ecc.). Ma detto ciò, il quesito è: a cosa realmente servirà la Self Driving Car che Google sta sperimentando? La risposta è: a niente! Se non a creare seri incidenti nei percorsi stradali!

Perchè il punto è questo: fino a quando queste vetture 2.0 (senza conducente) girano nelle aree di Mountain View (sede storica del motore di ricerca) non sussistono problemi. E’ tutto sotto controllo, in fase di test in un micro-universo. Come potete vedere cliccando qui in uno dei tanti video promozionali in tema.

Ma l’idea di Big G (e di alcune tra le case automobilistiche che si sono accodate al progetto) è quella di avviare la commercializzazione dell’auto senza conducente a partire dal 2020, con relativa “invasione” su percorsi stradali normali!

E a proposito di problematiche: nei giorni scorsi, per la prima volta in oltre sei anni di sperimentazione della sua Self Driving Car, Google si è assunta la responsabilità di un sinistro avvenuto nella zona test di Mountain View.

Driverless

L’episodio segna a modo suo un momento topico perché è la prima volta che Big G, nella sua relazione periodica cui è obbligata per legge, ammette la ”colpa”. Pure sottolineando di aver studiato a fondo la dinamica, anche tramite simulatore, per correggere gli algoritmi “responsabili” affinché l’incidente non si ripeta.

Già, l’incidente… cosa è successo? Lo scorso 14 febbraio, in un’area test a Mountain View, una Google Car ha urtato la fiancata di un bus durante l’immissione in una corsia. Nessun ferito e solo piccoli danni per entrambi i veicoli. Big G afferma che l’auto stava viaggiando ad una velocità bassa circa (3 Km/h) mentre il bus a 24 Km/h. La Google Car ha superato alcuni ostacoli lungo la carreggiata per fare  il suo ingresso nella giusta corsia: il software e  il conducente a bordo (figura che dovrebbe esercitare un controllo) hanno previsto un rallentamento del bus ma così non è stato.

Ecco, proviamo a immaginare quante banali occasioni di sinistri potrebbero crearsi dal 2020 sui percorsi tradizionali. A meno che non si voglia credere alla favoletta secondo la quale Google raggiungerà in tempo la perfezione “aggiustando” tutti gli algoritmi o sensori.

Dai, chi ci può credere?!

Eidostweet: fermare lo sviluppo dell’auto senza conducente per non pentirsi poi! 

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