Il finto candidato e il potere della comunicazione manipolata

Questa è una storia divertente, virale (un successo sui social e nella rete in generale) e con quel tocco di genio italico cui saltuariamente ci aggrappiamo per consolarci rispetto a cose di cui non siamo particolarmente fieri… Genio e “primarie”, ma non quelle del PD bensì della corsa presidenziale negli Stati Uniti.

Protagonista Alessandro Nardone, 39 anni, ex consigliere comunale a Como e organizzatore di eventi per il casinò di Campione d’Italia. Ma anche blogger e scrittore. Nello scorso giugno era pronto a lanciare negli Usa il suo terzo romanzo, Il predestinato, che narra la storia di un giovane politico americano inseguito da un ex agente della Cia. L’autore voleva trovare un modo low cost di sponsorizzare il suo libro. Da qui l’idea di dare vita ad Alex Anderson, un personaggio virtuale che potesse correre per le primarie statunitensi sotto bandiera repubblicana. Da Como ha subito registrato il dominio alexanderson2016.com per poi gradualmente attivare i successivi step per la Grande Burla.

«Nato nel 1976 a Los Angeles, dopo essersi laureato a Yale e aver lavorato come procuratore, nel 2012 è stato rieletto al Congresso nel distretto della California»: questa, sul sito, è la scarna biografia del finto Anderson, il cui programma e il cui slogan (un banalissimo “America is now”) conquistano, in breve tempo, i cuori di tanti americani. Il sito dedicato alla sua “discesa in campo” ha toccato quota 200mila visite e su Twitter l’account di Alex Anderson vanta quasi 30mila follower, tra cui gli addetti stampa di Trump e Clinton (#americaisnow l’hashtag della campagna).

Hillary C

Non è mancato il video promozionale postato su YouTube (lo potete vedere qui). Uno scherzo riuscitissimo: migliaia di americani, disinteressati ai programmi di Hillary Clinton e di Donald Trump, hanno cominciato a pensare che Alex Anderson potesse essere il successore di Obama, o perlomeno giocarsi le chance nella tornata elettorale del prossimo novembre.

La Grande Burla ha trovato infine il suo epilogo pochi giorni fa, nel pieno delle primarie dei due partiti. A scoprire la verità è stata la BBC, che fin da settembre aveva messo due cronisti (!) alle calcagna di Alessandro-Alex. Con grande fair play (e soprattutto senso del marketing) il nostro si è concesso con piacere alle telecamere del network inglese, che a sua volta non ha certo nascosto l’ammirazione per l’artefice di una perfetta operazione di “manipolazione” della comunicazione.

Alessandro ha indicato come momento topico del suo “piano” l’annuncio fatto a ottobre sul sito riguardo al suo potenziale vice alla Casa Bianca: Edward Snowden, l’ex tecnico della Cia che ha divulgato documenti segreti per dimostrare la sorveglianza di massa attiva nel mondo da parte degli States.

«Edward Snowden è la fonte delle mie convinzioni sul Datagate, da cui è nato Il Predestinato. – ha detto Nardone  – Il mio obiettivo era quello di sfruttare la campagna di un candidato fake per una causa ben più nobile: portare Snowden e le sue battaglie al centro del dibattito elettorale“.

La strada della promozione del libro negli Stati Uniti è ora in discesa e decisamente in modalità low cost…

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Eidostweet: il finto candidato made in Italy e la manipolazione della comunicazione

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