#NoCashDay6: Dentro l’Europa, fuori dal cash!

1Oggi va in scena la sesta edizione del Nocash Day [www.nocashday.org#nocashday6) e per la prima volta, l’evento coinvolge l’Europa impegnando cittadini, imprese e istituzioni in una riflessione sui vantaggi di una riduzione del contante in circolazione, gli aspetti positivi che i sistemi di pagamento elettronici possono offrire e come questi possano sostenere anche una politica di inclusione finanziaria.

Il No Cash Day, iniziativa italiana fin dal 2011, ha sviluppato una “call for action” in tutta Europa, promuovendo di fatto l’iniziativa da locale a internazionale e rivolta a cittadini, giornali, aziende, associazioni e istituzioni, con una richiesta molto semplice, quella di non dimenticare di dimenticare il contante [Don’t forget: Forget cash!]:  24 ore senza contanti per misurare la propria propensione all’utilizzo degli strumenti digitali di pagamento ma anche per valutarne il livello di diffusione nel proprio territorio.

ll No Cash Day 6 chiama tutti i cittadini europei a raccolta per limitare al massimo l’uso del denaro contante sostituendolo con strumenti alternativi di pagamento. Questo con l’obiettivo di stimolare una spinta sociale e istituzionale verso una maggiore conoscenza e diffusione del denaro digitale, oltre che per promuovere un cambiamento culturale in grado di offrire un contributo importante anche nei confronti di quella che viene definita come inclusione finanziaria, un fenomeno che coinvolge 2,5 miliardi di individui meno abbienti, i cosiddetti “non bancabili”, che in Europa sono 1 su 10. Una maggiore apertura finanziaria, anche attraverso i pagamenti alternativi al contante, potrebbe in questo senso allargare la partecipazione alla vita economica e rappresentare la base per una una crescita e uno sviluppo più equilibrati.

In Europa si utilizza in media la carta di pagamento 86 volte in un anno. Da questo punto di vista i più virtuosi sono i Paesi nordici, in testa la Svezia con 250 operazioni l’anno pro capite, mentre in coda troviamo la Bulgaria con 7 operazioni l’anno. Tra i Paesi più industrializzati che registrano basso utilizzo di carte troviamo l’Italia con 30 operazioni l’anno pro capite (Statistical Data Warehouse, BCE).

Uno studio della Banca Centrale Europea ha evidenziato poi che l’Europa spende ogni anno lo 0,46% del suo PIL (60 miliardi di euro) per la gestione del contante. E in Italia, dove il denaro cartaceo è più diffuso che altrove, i costi ammontano ad oltre 10 miliardi di euro, pari allo 0,52% del PIL. Questo significa che per pagare il personale, le perdite, i furti, le apparecchiature, il trasporto, la sicurezza, i magazzini, la vigilanza, le assicurazioni spendiamo circa 200 euro a testa l’anno.

Inoltre, anche dal punto di vista dell’innovazione si stanno facendo largo nuovi strumenti e applicazioni utili per l’incentivazione del pagamento elettronico: da PayPal, precursore strumento di pagamento elettronico per gli acquisti online, ai più recenti Izettle o Satispay, per citarne alcuni. Insomma è necessario avviare un cambiamento culturale e il #nocashday6 può essere un efficace strumento di sensibilizzazione a riguardo. Perchè siamo nel 2016 e forse è arrivato il momento di non doverci più sentir dire mentre si è su un taxi, seduti dal barbiere o nella bottega sottocasa “no mi spiace non accetto la carta di credito”.

Eidostweet: sarebbe interessante quantificare in termini monetari quanto influisce il non utilizzo del contante in termini di opportunità di introiti persi da parte dei commercianti.

Annunci