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Vinitaly alla 50ma edizione ha sorpreso non solo per i numeri di espositori e visitatori in crescita ma per una mossa alcoolpolitica: Renzi e Jack Ma hanno dichiarato che per la valorizzazione del nostro vino il decollo non sarà decollo ma un razzo supersonico che Alibaba  la piattaforma cinese  con la sua rete di 90 negozi virtuali dedicati al vino, può portare a  mercato potenziale stimato da Jack Ma di 700 milioni di dollari (già vende bottiglie per 500 milioni).

Renzi e Ma insieme hanno annunciato la novità dell’anno: il Wine & Spirit Festival, (a settembre) sarà la più importante vendita di vini online al mondo.

Obiettivo dei produttori italiani è far volare in Cina le bottiglie. Magari con la spinta digitale partita dal Vinitaly.

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“La Cina corre e noi rincorriamo, ecco perché è utile l’incontro odierno con Alibaba Group”, ha in tal senso evidenziato Denis Pantini, Responsabile di Nomisma Wine Monitor. Numeri alla mano, l’esperto ha ricordato che nel 2015 la crescita del vino in Cina è stata tumultuosa.

Tanto vigorosa da portare il dragone a diventare il quarto mercato mondiale per importazione di vini con un valore di 1.840 milioni di euro. La Cina ha così surclassato il Canada, fermatosi a 1,618 miliardi di euro. E il futuro appare ancora roseo. Secondo i dati Wine Monitor Nomisma, nel primo bimestre 2016 l’onda lunga della crescita cinese è continuata imperterrita segnando un incremento del 59% di import in valore euro.

Jack Ma coglie la palla al balzo e scommette sull’Italia: “Nelle ultime settimane abbiamo venduto 25 milioni di bottiglie, ma solo il 6% è italiano. Quello francese era il 55%. Vuol dire che qui ci sono grandi potenzialità, potete arrivare al 66%. Di certo non possiamo portare 1,5 miliardi di cinesi in Italia a fare shopping, possiamo portare i vostri prodotti in Cina

QUINDI: in Cina nove significa “vino” e da quest’anno il 9 settembre sarà la Giornata “Wine/Wine”, nella convinzione che entro 5-6 anni sarà la giornata mondiale del vino.

 

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