The Shit Museum

 

Dirlo in inglese è più facile.

A me piace dirlo in Italiano perchè questo progetto ‘il museo della merda’ è italiano e viene dalla mente di un imprenditore illuminato che vicino a Piacenza ha una fattoria estesa su 400 ettari con 2.500 mucche.

Si chiama Gianantonio Locatelli,59 anni, fornitore di latte per i produttori di Grana Padano e allo stesso tempo fonte di energia elettrica green, ricavata dallo sterco delle sue 2.500 mucche. Grazie a un avanzato sistema di trasformazione degli escrementi, Locatelli sulla produzione di energia rinnovabile a partire dallo sterco  ha creato un business. La sua azienda agricola immette in rete (e vende) 2 megawatt/ora di corrente derivata dal biogas: la seconda fonte di reddito dopo il latte. Inoltre risparmia sul concime, visto che se lo produce in casa.

Ma come funziona il procedimento? Semplice: gli escrementi delle 2.500 mucche vengono raccolti in grandi «digestori», cioè serbatoi coperti da un telo. L’assenza di ossigeno consente ai batteri di proliferare e di trasformare lo sterco in gas metano. Dopo un mese circa, il metano viene aspirato, incanalato in tubi e fatto scaldare da appositi motori che lo portano allo stato liquido e lo bruciano, producendo energia elettrica. La materia organica che resta nei digestori diventa concime oppure la base per creare dei mattoni, anche loro green.

Locatelli ne ha appena presentato uno alla Milano design week, composto al 90% da sterco. «Devo ancora ottenere autorizzazioni e permessi, ma intendo buttarmi anche in questa produzione», racconta. «D’altronde non è mica niente di nuovo, anche gli antichi usavano lo sterco per costruire», dice Locatelli.

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A destra Gianantonio Locatelli e accanto il curatore della mostra Luca Cipelletti.

Con l’esposizione curata da Luca Cipelletti ‘Shit Evolution’ in via santa Marta nel distretto delle 5vie abbiamo visto prototipi di mattoni, piastrelle, stoviglie, vasi impastati e cotti con residuo secco e argilla in un interessante percorso di alcune opere di artisti con i quali ha lavorato sull’argomento più vecchio della terra! 

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Museo delle Merda esposizione Milano design Week 2016

Dal museo di  Castelbosco  sono stati portati e istallati nel sotterraneo del palazzo di via Santa Marta alcuni pezzi d’artista : dallo sterco di dinosauro vecchio di 200 milioni di anni (pezzo della collezione privata di Locatelli) alle installazioni di David Tremlett e Anne e Patrick Poirier, dalle foto di Carlo Valsecchi all’antica cloaca del castello scoperta e valorizzata per l’occasione, dagli scarabei stercorari prestati dall’università Statale di Milano agli insetti luminescenti usati per un’installazione dal light designer Alberto Pasetti.

Il coraggio, l’intelligenza e la capacità di raccontare  hanno fatto  vincere al progetto il  Milano Design Award, ovvero il premio ufficiale del Fuorisalone  come il miglior progetto espositivo del Fuorisalone in base a quattro categorie che definiscono le qualità fondamentali di un’installazione: concept, technology, storytelling, engagement.

Eidos Tweet: la merda? è tutta questione di punti di vista, intelligenza e storytelling

 

 

 

 

 

 

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