FASHION REVOLUTION DAY: 24 APRILE.



Il 24 Aprile 2013, 1133 persone sono morte e molte altre sono state ferite quando il complesso produttivo di Rana Plaza, a Dhaka, in Bangldesh, è crollato.

Da lì nasce un movimento globale che il 24 aprile ricorda le vittime di un sistema che a volte non è chiaro, non è pulito e non è trasparente.
Lo ricorda con la forza della rete coinvolgendo tutti noi a postare una foto, un selfie, in cui si indossi un capo alla rovescia mostrando l’etichetta con l’hashtag #WhoMadeMyClothes #FashRev.

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L’anno passato testimonial importanti hanno lasciato il loro impegno con una foto una bella pagina Instagram per l’Italia e altrettante per ogni paese.

Anche le aziende hanno cominciato a sostenere la campagna, alcune scuole sostengono la giornata e come dice Marina Spadafora, direttrice creativa di Auteurs du Monde, la linea di moda etica di Altromercato, e coordinatrice del Fashion Revolution Day in Italia. “Scegliere cosa acquistiamo può creare il mondo che vogliamo: ognuno di noi ha il potere di cambiare le cose per il meglio e ogni momento è buono per iniziare a farlo”.

 

Basterà indossare un indumento al contrario, scattare una foto e postarla sui social chiedendo ai brand: #whomademychlothes?

EidosTweet: la consapevolezza può aiutare a trasformare l’industria della moda in una realtà giusta e sostenibile .

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