Samsung, le fiabe “a distanza” e il senso di colpa delle mamme in carriera

E per fortuna che qualcuno, tra i media stranieri che hanno commentato la notizia, lo ha scritto: la realtà virtuale non può neppure lontanamente sostituire l’affetto, il calore e i sentimenti che caratterizzano i rapporti umani reali! Si, perchè la nuova trovata di Samsung, lanciata con una vasta campagna di comunicazione, è il progetto Bedtime VR Stories: con l’utilizzo reciproco di moderni headset-visori, genitori e bambini costretti a rimanere lontani possono ritrovarsi per la “fiaba della buonanotte”.

La campagna di comunicazione è incentrata in particolare su un spot, che a breve vi introduco. Non prima di aver estrapolato un passaggio dal medesimo, con una scritta che se non è ingannevole è perlomeno superficiale

Bedtime Stories

“Più di un terzo dei genitori non sono con i loro bambini nel momento della fiaba della buonanotte”… Bum! E chi lo sostiene? Il colosso sudcoreano ha dei dati di ricerca sicuri? Samsung o anche l’agenzia creativa che supporta la società, naturalmente… Il messaggio superficiale (non voglio essere troppo cattivo…) è coerente all’interno di questo video tecnicamente accurato ma decisamente mieloso. Giudicate anche voi

Samsung, in definitiva, l’ha messa “giù dura”: la mamma in carriera che deve lasciare la figlioletta per un viaggio d’affari è giù di morale, ma promette alla bambina, a sua volta un po’ abbacchiata, di non far mancare il suo saluto prima della buona notte, magari con una bella fiaba a distanza. Insomma, si gioca facile con i buoni sentimenti in questa campagna, anche se bisogna ammettere che la tecnologia dei visori (basati sul celebre Samsung Gear VR) sembra essere di assoluto livello. E nello spot è molto bello il passaggio dove le fiabe prendono corpo con la Virtual Reality.

In generale l’iniziativa, se non si fosse capito, non mi piace molto. Reputo che sia un altro esempio di come la tecnologia arrivi a deresponsabilizzare ancora di più quei genitori pronti a delegare sempre e ovunque. Come accaduto in passato con la televisione, e oggi con internet…

La campagna di Samsung a modo suo riporta poi in auge un altro tema “caldo” dei nostri tempi, vale a dire il diritto di una donna a essere mamma e professionista al tempo stesso. Il senso di colpa che la mamma prova nello spot è perfino imbarazzante e idealmente riporta bruscamente indietro le lancette nel percorso fatto dalle business women per liberarsi di certi pesi… Facciamo almeno che la “fiaba della buonanotte” con il visore possa essere letta anche dal papà in carriera!

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