Ode a Tupperware

Quando negli anni 70 vedevo mia madre trafficare con una signora svizzera che spacciava quelle scatolette di plastica non pensavo che poi sarebbero rimaste delle icone  che quando ritrovo nelle memorabilia delle cucine colonizzate da mia madre (a Ventotene ne ho di antichissime)  mi fanno battere forte il cuore. Si perchè a me i mitici contenitori della Tuppeware mi fanno questo effetto. Ricordo la conquista che la sempre moderna mamma esibiva con le sue più “antiche” amiche quando trasportava e conservava cibi in contenitori quadrati, rettangolari, rotondi alti bassi e l’unico grido rivolto a me era “Non perdere i coperchi, tienili in ordine”, perchè un Tuppeware senza coperchio non è nulla. Oggi siamo pieni di contenitori di Ikea, o cinesi e diamo scontata la loro presenza ma al signo Tupper dobbiamo rispetto.

E’ per questo che l’altro giorno mi è balzato il cuore in gola quando ho visto questo. Tupperware è ancora tra noi. tupperware.JPGE’ uscito dalle case e sta invadendo le piazze portandosi dietro must della comunicazione on the road di oggi. L’Ape, lo chef che cucina, ma anche cooking show, blogger, una pagina facebook ben fatta, con bellissime immagini. Ha rinnovato i colori, più brillanti, ma è sempre lì ad affascinare signore di ogni età. Insomma forse oggi non riesce a distinguersi più di altri, la sua strategia di comunicazione si è omologata al resto, ma forse è più giusto dire che il resto si è omologato a Tuppeware. Che cosa erano le signore che si scambiavano ricette sul divano, se non le moderne foodblogger (ora mi ammazzano!), e le telefonate, il passa parola per beccare il prossimo party era un facebook d’antan.

L’invenzione del Tupperware risale al 1946 quando il signor Tupper lanciò la “Ciotola Meraviglia”, realizzata col sistema brevettato “tappo a stappo” . Dopo un primo fallimento nella distribuzione  un’ex rappresentante della Stanley Home Products decise fece seguire  ai prodotti Tupper  la stessa strategia di vendita diretta della Stanley home. E da lì vai con i party in casa dove le signore scoprivano nel salotto di casa propria le meraviglie della comodità del Tuppeware. Dal 1996 la società è quotata in borsa. Qui una breve e ben fatta sintesi della sua storia, per i più appassionati.

EidosTweet: a volte ritoranano, o ci sono sempre stati?

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