Sbatti il décollete di Daria in prima pagina

… la Bignardi era più simpatica (o meno radiosamente antipatica) quando si sentiva a casa d’altri. Questo codice da zitelle moderne, questa scelta forzata di opaca semplicità non è da Daria. Non la Daria che conosciamo almeno: in profumo di femminismo e progressismo… Questa Bignardi direttora e inspiegabilmente timorosa, questa Bignardi casta e incolore... (Valeria Braghieri, Il Giornale 28/5/2016)

Magari con qualche settimana di ritardo, ma infine, prevedibilissima, è arrivata la prima velenosa freccia da parte di un giornale di area centro-destra (più destra) verso Daria Bignardi. Si, perché la nomina della nostra a direttore di Raitre risale a febbraio, e si vede che nelle redazioni “schierate” si aspettava solo una sua gaffe, o presunta tale. La ghiotta occasione è arrivata con il dress code che pochi giorni fa Daria avrebbe imposto alle giornaliste della rete che dirige (qui se volete approfondire).

Al netto di una avversione verso l’ex intervistatrice “barbarica” per una presunta “benedizione” governativa sulla sua nomina,  l’articolo de Il Giornale da cui in apertura ho tratto l’estratto assume un significato particolare. Innanzitutto per la foto-richiamo in prima pagina. Questa:

Jpeg

Basterebbe la scelta della foto per far ricadere l’articolo di Valeria Braghieri non nel campo di una accettabile e legittima critica, nel nome della libertà di stampa, bensì nel novero degli attacchi in stile haters! Roba che neppure sui social… Ma prima di spostare il focus sulla foto, rimaniamo sulle parole della Braghieri dal succitato estratto: affiora una sorta di nostalgia verso una Bignardi più “femminista e progressista”. E ti aspetti che il sentimento sia espresso da una simil-Lidia Ravera\Dacia Maraini. Insomma, da qualcuno che non abbia una matrice “conservatrice”, e dunque legittimata a dare della “bacchettona” a una collega.

Invece la carriera della Braghieri si è dipanata tra Libero e Il Giornale. Vale a dire il sancta sanctorum della stampa conservatrice dove, a discapito del suo interessante stile giornalistico, si è distinta in prevalenza per ritratti al curaro funzionali a linee editoriali faziose che male sopportano tutto ciò che è extra-berlusconiano (in politica come nel mondo culturale). Che peccato.

Ma il peggio si è toccato con la foto da “sbattere” in prima  pagina, ad accompagnare il titolo ad effetto (“La Bignardi moralista: scorda le sue scollature e mette il burqua alle donne di Raitre”): un’immagine “rubata” in cui Daria appare con camicetta trasparente e significativo décolleté.

Una scelta decisamente volgare e “goebbelsiana”, dato che è arcinoto che lo stile dell’ex volto de La7 è sempre stato improntato alla sobrietà e al buon gusto. Dispiace pensare che dietro questa indicazione in puro stile haters possa esserci  la stessa autrice dell’articolo (come è plausibile pensare). 

Eidostweet: metti il “nemico” in prima pagina, e se donna possibilmente scollata! La “felice” intuizione de Il Giornale…

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