Floating piers is the new Expo

Bling,(avviso di Messenger) “Arrivo a fine mese, voglio andare sul Lago d’Iseo”. Tina. Lei è la mia amica di New York che non se ne perde una, se apre un ristorante a Roma lei lo sa due mesi prima di me, ma questa volta non mi ha colta impreparata infatti anche io ero lì a smanettare sul telefono per capire se era il caso o meno di cogliere uno dei mie pochi week end milanesi per andare a vedere the Floating Piers di Christo: una passerella ricoperta da uno speciale tessuto che cambia colore con la luce per camminare sull’acqua del lago d’Iseo lunga 4,5 chilometri dove 24 ore su 24 tutti possono accedere.

L’opera dell’artista 81 enne che per tutti i neofiti dell’arte contemporanea come me , è quello che impacchetta le cose più strane – isole del pacifico, il Pont Neuf a Parigi, il Raichestag a Berlino, oppure, ah si! quello di quel percorso fatto con le tende a Central Park o con gli ombrelli non so dove. 194918903-c3fbf4cf-ff7a-4682-9fd3-8bc2da3f6ce5.jpg

Insomma sabato dopo aver, finalmente capito dove fosse il Lago d’Iseo, (alzi chi a sud di Brescia sa dove si trovi esattamente il Lago d’Iseo?…)  individuato parcheggi e considerato orario dei terni cominciavano ad arrivare immagini apocalittiche di persone in fila per salire sul treno, per accedere ai parcheggi e la passerella era puntinata da migliaia di persone di tutti i tipi che la percorrevano. Ma che davvero? 55 mila persone il primo giorno? 55 mila appassionati di arte che miracolosamente si sono dati appuntamento sul Lago d’Iseo? O che diamine stava accadendo? Mi ricordava qualcosa. Le notizie si rincorrevano in tempo record sono arrivati i detrattori come  Philippe Daverio che lo ha giudicato una baracconata  o Sgarbi (qui il video) che ne ha criticato la mancanza di integrazione con le bellezze artistiche del Lago, come Legambiente che ne giudica gli eccessivi costi e la scarsa considerazione per l’impatto ambientale. Opinioni seguite da notizie di treni al collasso, dirette dal lago,  avvisi a non recarsi sul posto e che finalmente hanno acceso la lampadina di cosa mi ricordava tutto questo. Il Floating Piers ha sostituito quello che esattamente un anno fa succedeva alle porte di Milano, Expo 2015. Migliaia di persone che andavano a vedere una cosa apparentemente lontana dai loro personali interessi quotidiani, a chi poteva interessare la fermentazione dei cibi coreani? o l’effetto delle api in un alveare ? e per farlo erano disposti a subire il caldo le file. E come allora è partito il toto interpretazione cosa spinge queste persone: imitazione? (ma i primi non imitano nessuno,però), presenzialismo ? (ci vuole una certa incoscienza per scegliere un evento così ed essere sicuri che tutti lo sapranno, e poi se ne parla perchè c’è tanta gente o perchè è un opera importante? saperlo…) , pura curiosità ? (ma alimentata da cosa? dai media?)  la magia dell’arte ? ( e diamogliela una chance) Il richiamo del bello? (potremmo vivere di questo n questa nostra Italia e ancora non l’abbiamo capito). Io per la cronaca sono rimasta a casa, ma con una gran voglia di andarci.

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