La narrazione visiva di Spike Lee nell’America “spezzata”

Black Lives Matter (“le vite dei neri contano“): il movimento che con manifestazioni in prevalenza pacifiche sta simboleggiando la protesta contro gli abusi della polizia verso gli afro-americani, ma contestualmente anche il rifiuto trasversale a ogni tipo di violenza, ha trovato in Spike Lee il suo splendido “cantore”!

Il grande filmaker di New York, capace di raccontare da circa 30 anni le tensioni razziali (sovente anche con straordinaria leggerezza e ironia), non poteva certo rimanere insensibile davanti ai fatti che stanno “infiammando” gli Stati Uniti, rendendo gli ultimi mesi di Barack Obama alla Casa Bianca particolarmente complessi (una vera “ingiustizia” visto l’enorme impegno messo da Obama per tenere unita la nazione).

Dal punto di vista della narrazione non c’è partita: il regista di capolavori quali Fa’ la cosa giusta, La 25a ora e Summer Of Sam ha rubato la scena a tutti, buttandosi con la sua macchina da presa nel cuore della grande manifestazione di Black Lives Matter tenutasi lo scorso 7 luglio a Times Square. In mezzo a manifestanti afro, bianchi, latini, cinesi…. ogni etnia in uno dei luoghi culto dell’intero pianeta.

Lee dovrebbe produrre un documentario, ma intanto sul suo notevole profilo Instagram (288 mila follower) si possono vedere degli splendidi scatti fotografici della manifestazione.

Con grande piacere ve ne anticipiamo qualcuno qui…

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Eidostweet: Spike Lee mette al servizio del movimento Black Lives Matter il suo genio creativo

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