Da un taccuino nero a un bar?

Il successo è arrivato partendo da una ottima strategia dopo aver investito su un marchio di nicchia ma che si è rivelato vincente: Moleskine oggi sinonimo di taccuino da viaggio.

Nasce nero con l’elastico ispirato da quelli che gli artisti delle avanguardie a Parig utilizzavano per i loro schizzi o appunti gente come Picasso, Oscar Wilde, Ernest Hemingway, Vincent van Gogh, Henry Matisse!

Nasce così ma diventa un cult, un oggetto semplice come tanti altri, quando Bruce Chatwin lo cita nell’opera Le vie dei canti (1986), in cui Chatwin racconta la storia del suo fornitore di taccuini, un cartolaio in Rue de l’Ancienne Comédie a Parigi, dal quale nel 1986 venne a sapere che l’ultimo produttore, una piccola azienda di Tours a conduzione familiare, aveva interrotto la produzione, in seguito alla morte del proprietario.

Nella mia memoria è il taccuino che la nonna utilizzava per i conti, quello che utilizzava per gli schizzi dei vestiti e uno con piccolissimi campioni di tessuto fermati con micro spilli: venivano da Parigi proprio da quel cartolaio.

Un oggetto a cui abbiamo attribuito la capacità di custodire o forse trasformare segni, disegni e parole in sogni, progetti o memorie oggi è un ‘brand’ un lovebrand, infatti oggi ha aperto il primo Moleskine bar a Milano.

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Una bella storia imprenditoriale italiana: una piccola società con sede a Milano che nel 1997 decide di riportare in vita questo tipo di taccuino, registra il marchio Moleskine.

Sarà un ‘Café Littéraire’? Ci abitueremo a scegliere un luogo che ci porta a contatto con un mondo di grande creatività ma anche intimità proponendoci di mangiare caviale? In Corso Garibaldi 86 infatti Moleskine Bar ha aperto in partnership con Caviar House & Prunier.

Chapeau io ci vado.

Eidos Tweet: creatività con carta penna e matita un successo che non è tramontato grazie a un’intelligente strategia

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