Il primo volo dell’Aquila

Immaginare un mondo senza rete è difficile. Soprattutto per noi che viviamo in quel “pezzo di mondo” in cui grazie ad Internet, possiamo restare sempre connessi. Oggi meno della metà del mondo ha questo privilegio.

Il filantropo Zuckerberg si è preso a cuore la causa.

Aquila è il nome del drone sperimentale a cui Facebook lavora da più di un anno, che Mark Zuckerberg vuole usare per portare Internet a tutta la popolazione mondiale.
E’ gigantesco ma leggerissimo. Ha un’apertura alare di quasi 43 metri, maggiore di quella di un Boeing 737 pari a 34 metri, e pesa 400 chilogrammi, la metà di una Smart.
E’ stato testato in Arizona e ha compiuto con successo il suo volo inaugurale, rimanendo in volo per 92 minuti.

Nei progetti di Facebook, i suoi droni voleranno a una quota tra i 18mila e i 27mila metri, quindi al di sopra delle rotte dei voli di linea, e a una velocità relativamente bassa per un aereo e non superiore a 130 chilometri orari. In ogni stormo di droni è previsto che ce ne sia almeno uno di riferimento, che riceve dati da terra attraverso un segnale laser, che viene poi rimbalzato verso gli altri droni che stanno volando con lui. I droni comunicano poi a terra con punti di ricezione che trasformano il segnale e lo rendono utilizzabile per la normale navigazione online. Ogni drone può coprire un’area di 50 chilometri di diametro e offrire “decine di gigabit al secondo”, banda che viene poi distribuita tra gli utilizzatori finali.

Eidos Tweet: dalle connessioni passa il futuro.. 

Credits: [Il Post]

 

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