Quote rosa nostrane e eccesso di enfasi a “stelle e strisce”…

Dunque sarà Hillary “for President” contro la prospettiva di vedere Donald Trump alla Casa Bianca.

Avercene di politici abili e carismatici come la Clinton. Certo, al netto dei toni propagandistici dei suoi detrattori il personaggio presenta zone di ambiguità che però sembrano inevitabili per chi come lei ha prima vissuto vicino al “Potere Assoluto” (e in molti vedevano in “Bill il sempliciotto” un marito guidato dall’intelligenza superiore della donna dalla brillante carriera universitaria e forense), per poi gestirlo direttamente (Segretario di Stato).

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Abile e carismatica a prescindere che sia donna. Dalla convention del Partito Democratico che l’ha ufficialmente designata – anche con l’appoggio del competitor Bernie Sanders – è infatti emerso con un pizzico di esagerazione il mantra “della prima donna che…”. Questo perchè negli Stati Uniti amano guardarsi l’ombelico mentre ai media europei non pare vero cavalcare slogan così appetitosi.

Hillary potrebbe infatti essere “semplicemente” la prima donna presidente negli States, ma certo non la prima donna di potere in ambito politico mondiale. Ci sono le ex presidentesse dei paesi sudamericani (Cristina Kirchner, Michelle Bachelet, Dilma Vana Rousseff ), ma soprattutto leader dello spessore di Angela Merkel e, nel passato, di Margaret Thatcher (anche se avremmo fatto volentieri a meno della Lady di ferro amica del dittatore Pinochet). L’obiezione semmai riguarderebbe il numero non particolarmente elevato di “nomi”.

Il mantra statunitense, per associazione di idee, mi riporta alla richiesta di “quote rosa” nella sua accezione generale. Personalmente ritengo sia doveroso soddisfare ogni richiesta di equiparazione di genere in ambito professionale e dei diritti civili. Ma nella politica italiana, specie nell’ultimo decennio, la richiesta ha generato una galleria di deputate, assessoresse –  e così via – impresentabili. A destra impegnate nell’omaggio al “Sultano” di Arcore (con degenerazioni che conosciamo). A sinistra, con l’avanzare del “renzismo”, con prove di arroganza miste a una discreta dose di impreparazione.

Sarebbe molto più saggio evocare – più che le quote rosa – persone di ogni sesso e genere capaci di portare avanti battaglie per migliorare l’esistenza delle donne. Ovviamente nelle diverse sfumature di urgenza: con tutta la differenza che passa tra l’evoluta Europa e i paesi africani e medio-orientali.

Donne come Emma Bonino. O la stessa Clinton, una con gli attributi e la testa. Forse vincerà per questo, e non ci accorgeremo che è “la prima donna che…”.

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Eidostweet: il sesso del leader in politica conta poco. Contano tante altre cose che Hillary Clinton sembra possedere…

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