Paralimpiadi, la cosa migliore del nuovo secolo

Qualche giorno fa un’amica intelligente e con uno sguardo mai banale (Viola Damiani, fotografa) mi ha illuminato. Ha scritto che le paralimpiade erano tra le poche cose che non le facevano rimpiangere il secolo scorso. Cazzo, si è vero. Tra le tante cose orribili che viviamo e vediamo in questo periodo (un periodo lunghissimo perchè per definizione i periodi finiscono e qui non accenna a farlo) le immagini felici e potenti di questi giorni che arrivano dalle paralimpiadi di Rio 2016, sono il bello a cui attaccarsi e sono vero progresso.

L’idea di una competizione sportiva destinata a persone con menomazione fisica nasce da un’idea di un medico britannico  nel 1948 per i per veterani della seconda guerra mondiale, negli anni si cercò man mano di avvicinarle alle competizioni ufficiali delle olimpiadi ma solo dal  2001 i giochi sono abbinati sistematicamente ai Giochi olimpici veri e propri.

Ma anche la tecnologia degli ultimi anni contribuisce significativamente e guardando le immagini felici di questi giorni si vede come lo sviluppo tecnologico abbia portato vera positività nelle prestazioni di questi eroi. La positività è nel rendere possibile la prestazione non nel renderla migliore, il merito è tutto di questi atleti fantastici, sia chiaro. Infatti camminano, corrono, saltano, pedalano e si orientano anche grazie alla tecnologia che oggi vediamo lì e domani speriamo di vedere disponibile per tutti i diversamente abili.

E anche i social media sono parte attiva e positiva: la condivisione dei loro successi aiuta infatti  il racconto, l’inclusione delle loro storie nelle nostre, aiuta a trasformare il pietismo in vera ammirazione.

E a questo contribuiscono positivamente anche  i media tradizionali e prima tra tutti la buona vecchia televisione e quei giornalisti di mestiere come la mia amatissima amica Elisabetta Caporale che sa passare da Bolt a Assunta Legnante, oro nel getto del peso con una partecipazione sincera ma sempre professionale, (questa foto l’ho rubata da suo profilo FB.

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e che sa cantare con Oney Tapia l’argento azzurro nel lancio del disco.

Quindi viva il XXI secolo, viva la tecnologia, i social media e soprattutto viva la vita che qui continua e si moltiplica.

EidosTweet: forza ragazzi e grazie.

 

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