Mentana, il “Diogene” che prova a fare luce sul referendum costituzionale

Roma, venerdì 16 settembre, Festa dell’Unità e diretta televisiva de La7… La cosa più triste della serata-evento? Il saluto formale (veramente al limite del “gelido”) con cui i due contendenti, appartenenti allo stesso partito, si sono congedati mentre in tv scorrevano i titoli di coda…E se volete farvi un’idea del clima creatosi tra Roberto Giacchetti e Massimo D’Alema cliccate qui… La cosa più bella? Una conferma, vale a dire che Enrico Mentana è il numero uno dei giornalisti televisivi, dei cosiddetti anchorman…Una marcia in più al servizio di chi è realmente interessato a cosa succede nella società.

Il direttore del TG de La7 ha inaugurato venerdì’ scorso un ciclo di incontri-talk dedicati al tema del referendum sulla riforma costituzionale che si dovrebbe tenere in autunno. Come del resto è arcinoto: non penso ci sia qualcuno tra coloro che stanno leggendo queste righe che non abbia un qualsiasi link sui social con Matteo Renzi, fosse solo per curiosità… Ma intelligentemente Mentana ha pensato che i contenuti del quesito siano oscuri e poco digeribili dalla media di coloro che saranno chiamati a esprimersi. E secondo me ha ragione! Io stesso confesso profonde lacune…

Per non dire che il referendum rischia sempre di più di trasformarsi in un “plebiscito pro o contro Renzi”, come ormai sostengono quasi tutti tra addetti ai lavori e osservatori.

Ma tant’e’, e Mentana ha deciso di caratterizzare gli appuntamenti del venerdì con dei confronti tra i sostenitori del “si renziano” e quelli del “no”. Confronti rigorosamente dedicati al cuore dei temi in gioco, senza deviazioni su speculazioni o polemiche del chiacchiericcio politico (le divisioni del PD, l’acritica unione per il “no” di tutte le opposizioni pur di mandare a casa Renzi, le presunte pressioni di poteri forti e cancellerie straniere per il “si”). Almeno nelle intenzioni.

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Va infatti detto che l’inizio per il grande “Chicco” si e’ rivelato durissimo: i duellanti di venerdi citati all’inizio, D’Alema e Giacchetti, sono due nomi “pesanti” per il PD ma appartenenti a generazioni diverse. Mai così troppo lontane e divise come oggi. Nell’agitato scenario romano della Festa dell’Unità il renziano Giacchetti (cresciuto anche con gli ideali di Marco Pannella) ha menato fendenti verbali all’indirizzo dello storico leader (oggi arcinemico renziano), che certo non si è risparmiato nelle risposte.

Pure infastidito dalle intemperanze delle rispettive fazioni, Mentana ha limitato al massimo i suoi interventi come moderatore (una sofferenza per lui!). Da smaliziato uomo di televisione ha capito che la cosa più funzionale era quella di lasciare briglie sciolte ai duellanti per una narrazione totalmente in progress...

I temi del referendum? Non si è capito molto, onestamente. Venerdì contava lo show, la certificazione del ritorno di D’Alema al centro del dibattito politico. Probabile che “Chicco” già dall’appuntamento di domani, al rientro nell’intimità dello studio di Bersaglio Mobile, imponga al prosieguo del ciclo un’impronta più didattica…

Eidostweet: Mentana prova a guidare i potenziali “chiamati al voto” nei meandri del referendum sulla riforma costituzionale

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