Lady Brunetta, la doppia identità e il senso del ridicolo

Cosa succederebbe se qualcuno tra noi “comuni mortali” si inventasse una identità parallela per insultare “laqualunque” sui social? Verremmo in prima battuta “attenzionati” e di conseguenza monitorati dall’amministratore deputato. Denunciati, infine, se scrivessimo qualcosa di diffamatorio…

Ecco, a costo di sfiorare la demagogia spero che Tommasa”Titti” Giovannoni Ottaviani venga perseguitata giuridicamente per quanto fatto. E seriamente. Come dite? Chi è costei? Per coloro che non hanno seguito la vicenda, o semplicemente non fanno il collegamento per la complessità del nome, segnalo che “Titti” è la moglie di Renato Brunetta, attualmente potente capogruppo di Forza Italia alla Camera (e non proprio un “perfetto sconosciuto”).

Cosa ha fatto la nostra? Partiamo dall’epilogo. Dopo quasi venti mesi caratterizzati da velenosi tweet (con una querela per diffamazione), il quotidiano Libero ha svelato pochi giorni fa il clamoroso retroscena di una vicenda che gradualmente si è fatta largo nelle cronache (specie quelle politiche): Beatrice Di Maio, alias @BeatricedimaDi, la “ragazza” che appariva su Twitter solo con un cartello #Iovotono, altri non è che la prode “Titti” in Brunetta! Libero, con gran fiuto, è riuscito a dare un volto e un nome a quell’account che aveva scatenato una vera “macchina del fango” contro il governo Renzi. Spostando da subito l’attenzione su un presunto feeling con i 5 Stelle (vedi la scelta del nick “Di Maio“) e “meritandosi” una segnalazione alla polizia postale per calunnia visto il tono e i contenuti dei messaggi.

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Renato non ne sapeva niente, gliel’ho confessato una sera dopo aver visto la trasmissione di Mentana che presentava tutti i miei tweet e si chiedeva chi fosse Beatrice Di Maio», ha confessato a Libero Lady Brunetta, aggiungendo a nostro ulteriore scorno “mio marito non si è arrabbiato, anzi: è orgoglioso di me“…Mamma mia, se è vero sei proprio messo male Brunetta!

Avete capito bene: lo stalking non si è risolto in una burla di un giorno o di una settimana (e magari avrebbe strappato un sorriso in quel caso). No, è cosa che è durata venti mesi! E noi comuni mortali dal cognome plebeo siamo qui a chiederci come passano il tempo i nobili dalle roboanti doppie discendenze. Passatempi per non sprofondare in noie di “sartriana” memoria dentro a scenari di una alta borghesia involgaritasi e alle prese con una inesorabile decadenza.

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Eidostweet: l’inganno perpetrato su Twitter dalla moglie di Brunetta ci riempie di tristezza

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